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Diocesi di Trani, oggi anniversario dell’ingresso di Mons. D’Ascenzo

Il 27 gennaio 2018, S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo faceva ufficialmente il suo ingresso nell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, a cui era stato eletto in data 4 novembre 2017.

Fu accolto a Trani in Piazza Madre Teresa di Calcutta, si recò in visita all’opera di carità “Dormitorio Mons. Giovan Battista Pichierri”, successivamente in Piazza S. Regia Udienza per il salto alle autorità civili e militari, nella Chiesa di S. Giovanni per il saluto al Clero diocesano e religioso,ai diaconi, ai seminaristie ai rappresentanti della vita consacrata, poi nella Basilica Cattedrale per presiedere la solenne concelebrazione eucaristica per l’inizio del suo ministero pastorale.

Mons. Giuseppe Pavone, fino ad allora amministratore diocesano, si rivolse a lui con le seguenti parole:

“E con Lei la Chiesa diocesana si prepara a vivere una nuova primavera, a cogliere la ricchezza del cambiamento, che sempre porta con sé il risveglio di nuovi entusiasmi e la voglia di affrontare le sfide, che il mondo propone con i valori di sempre, ma con modi nuovi di testimoniarli e soprattutto con una nuova coerenza e credibilità di vita.

Alle Sue cure paterne affidiamo le famiglie e i giovani, a Lei particolarmente cari per i suoi trascorsi accanto a loro. In una contingenza storica in cui appaiono disorientati e privi di riferimenti validi, essi attendono che Lei indichi loro, in alternativa alle luci effimere del mondo, la mèta alta della perfezione cristiana.

Lo spirito sportivo, essenziale e semplice come quello di un “campeggiatore”, che la caratterizza, certamente farà breccia nel cuore di tanti di loro e li aiuterà a riscoprire la bellezza di camminare sulla via della santità, farà sentire loro la necessità di consolidare la fede e di predisporsi a un discernimento vocazionale.

La nostra terra vive il problema dell’esodo di molti giovani, che cercano una realizzazione che qui non trovano. Sono certo che Lei saprà far sentire la sua guida e la sua vicinanza anche a questi giovani, affinché non si disperda il patrimonio di fede e di cultura di cui questa terra è ricca.

Alle Sue cure pastorali affidiamo particolarmente le realtà deboli della nostra comunità diocesana. Saprà essere vicino a quanti sono vittime delle povertà più disparate del nostro tempo: gli ammalati attendono il conforto alla loro sofferenza, gli anziani una parola che lenisca la solitudine; i disabili la condivisione della loro vita difficile; gli immigrati la percezione dell’accoglienza e l’aiuto ad inserirsi nella nostra società. Saprà essere sensibile verso i detenuti, alle nuove povertà, dalla disoccupazione alla perdita del lavoro, alle dipendenze, che spesso si innescano per la mancanza di lavoro e che, quelle sì, fanno perdere la dignità umana”.

Mons. Leonardo D’Ascenzo alle autorità civili e militari, nel suo saluto, proferì le seguenti parole:

“Nei giorni passati, preparandomi a questo momento, ho fatto su me stesso una considerazione che vorrei ora condividere: pensavo che, se il Signore non mi avesse chiamato al sacerdozio, non avrei avuto difficoltà ad impegnarmi nella vita politica, intesa come servizio alla polis, alla comunità umana, perché tra impegno politico e ministero sacerdotale, anche se non sono realtà sovrapponibili come è evidente, vedo un fondamentale elemento comune e cioè il servizio alle persone e alla persona. Siamo tutti chiamati e impegnati in questo servizio, realtà politica, militare, ecclesiale, anche se in modalità e con funzioni diverse. È questo che rende preziose e nobili le nostre esistenze, il servizio al bene comune e al bene del singolo, soprattutto dei più piccoli, cioè i poveri, gli anziani, i malati, coloro che hanno sbagliato, i più fragili”.

E, nella sua omelia in Cattedrale, disse che:

“Per questa Diocesi è consuetudine che venga nominato un Vescovo di esperienza, non di prima nomina perché, la nostra, è una Chiesa di lunga tradizione, vivace, numericamente grande. Queste stesse caratteristiche risulteranno preziose a partire da oggi che accogliete un Vescovo appena ordinato. Non porto con me alcuna esperienza in tal senso. Sarà questa Chiesa, sarete voi ad aiutarmi nell’apprendere il servizio che mi attende. Da parte mia, come si dice, dovrò studiare… Certo è che, se la nostra Diocesi finora ha avuto il privilegio di ricevere pastori di esperienza, oggi ha l’opportunità di accogliere, accompagnare un Vescovo giovane, come mi sono sentito dire, e crescere con lui.

La messe è molta come ci ricorda il Vangelo, senza ignorare problemi o fatiche che certamente non mancano e non mancheranno, con il cuore e lo sguardo positivi perché abitati e trasformati dallo Spirito iniziamo sotto la protezione materna di Maria, e dei Santi Patroni Nicola, Ruggero, Mauro, Sergio e Pantaleone questa nuova avventura alla sequela dell’unico vero maestro, il Signore Gesù”.

Tutta la Chiesa diocesana si stringe attorno al proprio pastore nella gioia e nella preghiera!


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