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Regolamento contro la ludopatia, il Movimento 5 stelle di Trani chiede all'amministrazione un'azione più incisiva

Continua la nostra battaglia contro quella che può essere definita una nuova piaga. Ci riferiamo al nostro costante impegno rivolto alla lotta contro la ludopatia e al gioco d’azzardo patologico.

Trani è risultata prima città della Bat per spesa per abitante nel settore delle scommesse e del gioco d’azzardo in base alle rilevazioni fatte negli ultimi 2 anni. Tale dato è stato confermato anche dall’ultima inchiesta realizzata a dicembre 2018 e Trani primeggia ancora in questa competizione.

Studi e sondaggi hanno rilevato che le famiglie più colpite sono quelle a basso reddito e quelle in cui i componenti hanno perso il lavoro. Queste persone cercano di risollevare la propria situazione puntando qualsiasi risparmio nella fortuna.

Negli ultimi anni si è assistito ad un proliferare delle sale scommesse e del gioco d’azzardo. Ci chiediamo cosa muove gli amministratori comunali e regionali a non prendere provvedimenti affinché si possa porre un argine al proliferare dei problemi legati all’azzardopatia che continua a gettare nella miseria intere famiglie e a caricare di costi il nostro sistema sanitario?

Abbiamo difficoltà a credere che i profitti di alcuni imprenditori possano condizionare la politica di un amministratore pubblico che dovrebbe salvaguardare l’interesse della collettività.

Proprio per tutelare questa sempre crescente fetta di cittadini a giugno del 2018 avevamo sollecitato direttamente, agli organi competenti la delibera di un regolamento comunale che aiutasse a superare le patologie legate al gioco d’azzardo con norme che avrebbero dovuto frenare e limitare l'accesso alle sale scommesse, alle slot ed alle vlt.

In quell’occasione l’assessore in segno di sfida promise una regolamento comunale, non appena, avessero adottato i provvedimenti annunciati dal Governo nazionale in tema di contrasto alle patologie del gioco d’azzardo. «Fate approvare il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo - diceva - e poi mi impegnerò a far adottare una disciplina a livello comunale».

Il “decreto dignità” approvato a luglio del 2018 ha posto il divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo, oltre ad altre misure come l’utilizzo della tessera sanitaria e alle avvertenze sui tagliandi gratta e vinci volte a scoraggiare ed impedire la sua diffusione soprattutto nelle fasce di popolazione più deboli.

Ci saremmo aspettati quindi dall’assessore Felice Di Lernia, da anni impegnato nella difesa dei più bisognosi e più deboli, esperto del terzo settore e delle politiche sociali, un'efficace e attenta opera di perseguimento dell’obiettivo per portare almeno all’attenzione della sua maggioranza il regolamento promesso.

Ed invece nel corso di questi mesi si sono sempre susseguite motivazioni futili, scuse, timori di vedere impugnati gli atti emanati, secondo noi al solo fine di cercare di non assumere una precisa presa di posizione, che potrebbe risultare scomoda.

Vorremmo si prendesse coscienza che il vantaggio di alcuni imprenditori del settore scommesse può essere nocivo per una più grande fetta di popolazione.

L’azione politica non deve essere improntata sulla possibilità di sviare dall’affrontare il problema.

La giunta e la maggioranza dell’amministrazione comunale sarebbero anche confortati dalla recente evoluzione della giurisprudenza la quale ha legittimato gli interventi dei Comuni in materia di tutela della salute e limitazione degli orari di esercizio ma continuano a dirci di essere in attesa di una legge quadro adottata dal Parlamento che disciplini le competenze sulla materia del contrasto al gioco d’azzardo patologico e che definisca in maniera precisa le competenze dello Stato delle Regioni e dei Comuni.

Quindi siamo passati dall’attesa della legge sul divieto di pubblicità al gioco d’azzardo all’attesa di una legge quadro, e crediamo che se anche questa dovesse arrivare dal Parlamento, secondo noi, annunceranno di essere in attesa di qualche altro provvedimento da parte di un altro Ente (Regione, Provincia, ecc. ecc.).

Viene facile quindi capire che la miglior politica adottata da questa amministrazione è la politica dell’attesa.

Ci sembra, a tal proposito, una goccia in mezzo al mare la norma adottata dal consiglio comunale in materia di Tari, votata da noi favorevolmente, che prevede uno sconto del 50% per chi si obbliga a disinstallare dal proprio esercizio macchinette slot e vlt e si impegna a non istallarle per i prossimi 5 anni.

Dimostriamo così che noi non siamo quelli contrari o astenuti a prescindere come spesso riferito dai mezzi di informazione, quelli che votano o si astengono rispetto alle proposte della maggioranza. Se i provvedimenti adottati risultano a favore della collettività, noi non abbiamo nessuna difficoltà a votare le norme proposte.

Abbiamo assunto l’impegno di improntare la nostra azione politica a tutela dei più deboli e per favorire lo sviluppo sociale soprattutto delle classi più bisognose e svantaggiate favorendo il superamento delle disuguaglianze.

Su questa linea è orientato il nostro modo di fare politica sia a livello locale che nazionale.

La portavoce del Movimento Cinque Stelle - Luisa Di Lernia


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