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“L’infinito” di Leopardi compie 200 anni, anche il “Vecchi” di Trani si unisce alle celebrazioni

Il liceo V. Vecchi ha accolto con grande entusiasmo l’invito del Miur a celebrare il bicentenario de “L’infinito”, il capolavoro leopardiano capace di emozionare diverse generazioni di lettori grazie al suo essere senza tempo e senza spazio.

Gli studenti del liceo scientifico tranese non si sono limitati alla lettura dei bellissimi versi, ma si sono addentrati nei pensieri del grande recanatese, espressione di una formazione scientifica di alto livello.

Nei famosi anni di «studio matto e disperatissimo», Leopardi si dedicò all’Astronomia, alla Storia naturale e alla Chimica, ambiti in cui l’interrogativo sull’infinito è molto forte.

La celebrazione del 28 maggio è stata vissuta dagli studenti come un’ennesima occasione per un approccio interdisciplinare al sapere, premessa indispensabile per una visione di insieme più adeguata della complessità dei fenomeni culturali.

La lettura al Liceo “V. Vecchi”, come sosteneva Gustave Flaubert, non è fatta solo per divertirsi o istruirsi, ma per vivere.

Al Liceo “V. Vecchi” i ragazzi hanno incontrato autori come il giudice Caringella per riflettere sulla convivenza democratica fondata sulla Costituzione o come la giornalista Annamaria Minunno per comprendere l’assurdità del bullismo e del cyberbullismo e quindi adottare stili di vita rispettosi della dignità propria e altrui.

Aderire ai progetti nazionali quali “Io leggo perché” e “Libriamoci” è un modo per rendere gli studenti protagonisti di letture culturalmente accattivanti, capaci di stimolare la riflessione, l’introspezione, la comunicazione e anche le relazioni. I giovani hanno sperimentato anche una metodologia di lettura tra pari, peer reading, che li ha portati a essere promotori di libri presso i loro coetanei e anche presso gli studenti degli ordini scolastici inferiori.

La “Festa della poesia al Vecchi” è iniziata con la lettura di alcune pagine dello Zibaldone di Leopardi; le parole in prosa sono state il giusto preludio filosofico per immergersi nei quindici endecasillabi che hanno segnato la storia della lirica italiana.

Gli studenti delle classi quarte hanno letto ad alta voce anche componimenti di Pascoli e Montale, dedicati al tema dell’infinito. Dai versi è stato facile cogliere le sfumature dell’animo di Leopardi, ma gli studenti si sono interrogati anche sulle grandi capacità di indagine del poeta con la lettura di significative pagine della sua Storia dell’Astronomia, scritta quando aveva solo quindici anni.

È stato entusiasmante per gli studenti scoprire che il cielo è stato una così grande forma d’ispirazione per il poeta da fargli dire: «La più sublime, la più nobile tra le scienze è senza dubbio l’Astronomia. L’uomo s’innalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo».

L’idillio leopardiano ha spalancato in maniera originale le porte della scienza agli studenti del Liceo “V. Vecchi”, alimentando di dolcezza i loro cuori e stimolandone le menti con quegli “interminati spazi“ che sembrano preannunciare le parole di Margherita Hack: «Anche quello che chiamiamo “universo”, quello che riteniamo sia tutto ciò che esiste, forse è solo uno fra tanti altri universi»

Il dirigente scolastico – Angela Tannoia


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