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La bravura dei nostri giovani avvocati si misura anche «per gioco»: Foro di Trani terzo classificato al torneo nazionale «Scacco d'atto»

L’atmosfera è quella tipica dei “legal thriller”, quelli che il grande pubblico hanno imparato a conoscere attraverso i telefilm americani. Uno scontro epico tra accusa e difesa, tra avvocati e magistrati, tra tesi contrapposte.

Ma soprattutto tra professionisti della parola, capaci di convincere, persuadere e, infine, orientare le decisioni della Corte sulla base della propria competenza, della padronanza delle leggi vigenti e della propria ars oratoria.

Tutto questo e molto altro lo si trova all’interno di "Scacco d'Atto", il torneo nazionale a cadenza annuale di retorica e argomentazione forense. Giunto alla quinta edizione, anche quest’anno ha visto contrapporsi gli allievi di 12 prestigiose scuole forensi d’Italia. Tra queste anche quella di Trani.

L’iniziativa consiste in un progetto didattico finalizzato al recupero e alla valorizzazione delle tecniche di persuasione e argomentazione forense, e prevede una competizione dove gli “scacchisti” si cimentano in vere e proprie discussioni orali al cospetto di una qualificata commissione giudicante di avvocati.

E ancora una volta la Scuola Forense di Trani ha riscosso grandi apprezzamenti per la preparazione dei suoi studenti e per la qualità dei partecipanti alle fasi finali che si sono disputate a Viterbo nei giorni scorsi.

Gli studenti ammessi alla competizione devono necessariamente essere giovani tirocinanti, aspiranti avvocati, che stanno svolgendo la pratica preso uno studio professionale e frequentando corsi di formazione di indirizzo professionale (tenuti da ordini o associazioni forensi), così come previsto dall’art. 43 della legge che disciplina la professione di avvocato.

La delegazione tranese 2019 era guidata dall’avv. Rino Lucio Mazzilli, Direttore della Scuola Forense di Trani e dall’avv. Pia Panessa, Componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani. I quattro concorrenti, due per il diritto civile ed altrettanti per il diritto penale erano: Olga Cascarano (Ruvo di Puglia) e Gennaro Colella (Trani) per la sezione civile e Giulia Quinto (Corato) e Filippo Ricco (Barletta) per quella penale. La squadra tranese quest’anno ha visto la preziosa collaborazione di due ex concorrenti che avevano trionfato nelle precedenti edizioni del torneo e che hanno dispensato consigli utilissimi ai colleghi in gara. Si tratta di Barbara Ricci e Alessandra Vaccaro.

I 130 sfidanti provenienti da tutta Italia si sono cimentati in un torneo con due gironi all’italiana. Le prime squadre classificate del girone si sono incontrate poi per svolgere le semifinali e la finale che si è tenuta nelle aule del Tribunale di Viterbo.

Ebbene, Trani ancora una volta è stata all’altezza delle proprie millennarie tradizioni forensi, conquistando una prestigiosa medaglia di bronzo. Un terzo posto che fa proseguire la striscia positiva di successi cominciata 3 anni fa con una medaglia d’oro, cui sono seguite due medaglie di argento nei due anni successivi.

Questo terzo posto è stato accolto con grande orgoglio, oltre che dai protagonisti, anche dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Trani Tullio Bertolino e dall’intero Consiglio dell’Ordine che continua a credere fermamente nell’importanza della formazione delle giovani leve dell’avvocatura tranese. Solo una buona scuola forense, infatti, è in grado di preparare avvocati pronti ad affrontare le nuove sfide professionali del futuro.

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