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Boccadoro, Legambiente Trani torna a smentire la «sua» Goletta anche in Quarta commissione: «Mare non inquinato, il nostro rilancio di quell'area continuerà»

Le preoccupazioni per lo stato delle acque di balneazione di Boccadoro si sono ribaltate sulla Quarta commissione consiliare permanente, i cui componenti si sono riuniti nei giorni scorsi per avere informazioni più precise circa lo stato dei luoghi e, soprattutto, delle attività in corso.

La seduta si è resa necessaria dopo che, lo scorso 12 luglio, Goletta verde, l'imbarcazione ecologista di Legambiente, aveva bollato il mare di Boccadoro come «fortemente inquinato».

La stessa Legambiente, paradossalmente, insieme con l'associazione Delfino blu, gestisce l'area umida della vasca di Boccadoro e, grazie al progetto avviato lo scorso anno, in sinergia con l'amministrazione comunale, l'ha fortemente riqualificata puntando anche sulla balneazione quale elemento di rilancio di un sito che, precedentemente, era del tutto abbandonato e degradato.

Com'è noto, all'indomani del verdetto tutt'altro che tenero di Goletta verde, Legambiente Trani e Delfino blu si erano preoccupate di fare eseguire delle controanalisi per una più approfondita verifica dello stato delle acque.

Ebbene, secondo quanto ha riferito in commissione il presidente cittadino di Legambiente, Pierluigi Colangelo, «non vi è alcuna situazione di mare fortemente inquinato».

Il rappresentante del cigno verde, dopo un breve excursus sulle attività svolte dal circolo dagli anni '90, con particolare riferimento all’attenzione prestata al litorale di ponente ed alle potenzialità balneari e naturalistiche della zona, si è soffermato sullo stato della foce del canale della vasca di Boccadoro.

«L’assenza di inquinamento da coliformi fecali - ha spiegato ai consiglieri - attesta l’inesistenza di un fenomeno permanente e duraturo, mentre la presenza di elevati livelli di enterococchi si riconducono ad eventi episodici rispetto ai quali Legambiente ha attivato un ciclo di analisi».

Con queste specifiche analisi, sempre secondo quanto fa sapere Colangelo, «puntiamo ad individuare l’effettiva natura e l’origine di tale fenomeno inquinante che si è verificato solo alla foce del canale, luogo per definizione non idoneo alla balneazione. Infatti, come attestato dai dati dell'Arpa, a 150 metri a nord e a sud del canale permangono condizioni di balneabilità».

Per l'occasione Colangelo ha informato la commissione del fatto che «attualmente il nostro circolo di Legambiente ha in essere un progetto, nell’ambito di un programma europeo su corsi di solidarietà, denominato “Mare d’inverno”, attraverso il quale si stanno monitorando possibili percorsi di accesso al mare unitamente alla presenza di lidi balneari di recente insediamento in quel tratto costiero, e rispetto ai quali non ci sono rilievi di inquinamento».

L'assessore all’ambiente, Michele di Gregorio, ha a sua volta ringraziato Legambiente e Delfino blu «per avere collaborato alla riqualificazione e valorizzazione di un sito di assoluto pregio, oggi pienamente fruibile, massicciamente utilizzato e oggetto di commenti più che positivi sullo stato dei luoghi e servizi messi a disposizione degli utenti».

a riunione della quarta commissione presieduta da Giacomo Marinaro era stata sollecitata dal consigliere di minoranza Raimondo Lima


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