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L'edicola si piega, ma non si spezza: i conduttori, diffidati dal Comune di Trani, lasciano il chiosco ma comprano un locale e proseguono l'attività

Chiude il chiosco, ma non l'edicola. E, soprattutto, si rafforza il coraggio di vendere giornali, in netta controtendenza rispetto al calo dei lettori.

Accade a Trani, in pieno centro, con il trasferimento dell'edicola Friends, di Giovanna Ventura, dal chiosco comunale di piazza Natale D'Agostino alla sede di proprietà di via Cesare Lambertini.

Dallo scorso 16 dicembre le chiavi del chiosco sono tornate nelle mani del dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, che aveva diffidato la società Friends a rilasciare il chiosco per scadenza del contratto.

L'amministrazione comunale aveva preannunciato l'emanazione di gare per il rinnovo pluriennale delle concessioni delle sue varie proprietà destinate ad attività commerciale, ma a tutt'oggi nessun tipo di procedura ad evidenza pubblica è stata indetta. Nessun bando, tanto meno, per quel chiosco che, dunque, resta chiuso a tempo indeterminato.

La signora Ventura, però, si è evidentemente spaventata per il tono della diffida, nella cui parte conclusiva si ventilavano azioni legali in caso di ulteriore permanenza «sine titulo» nel chiosco, pur nella pacifica constatazione di un conduttore sempre puntuale nei pagamenti del canone.

Da qui la scelta di acquistare un locale disponibile a brevissima distanza dal chiosco e trasferirvi l'edicola, potenziando l'attività con altri servizi che, in quegli 8,80 metri quadrati della piazza , non avrebbe potuto in alcun modo presentare al pubblico.

Spiace però che, dopo 42 anni (Ercole De Petris, Ruggiero Marzocca e Giovanna Ventura), un altro storico chiosco per la rivendita di quotidiani e periodici chiuda inesorabilmente.

Ora quella struttura comunale rischia di cadere nello stesso degrado in cui si trova, da due anni, l'analogo chiosco di via Malcangi, restituito al Comune il 31 dicembre 2017 dall'edicolante Francesco Russi ed oggi ingabbiato da una rete stirata per metterlo in sicurezza a causa delle periodiche cadute di pezzi dalla struttura.

Allo stato quella di piazza Natale D'Agostino non presenta questo rischio e, anzi, espone uno striscione che indica che l'attività si è trasferita di fronte.

«Ed è proprio grazie a quello che - fa sapere Francesco Terrone, consorte della signora Giovanna - siamo riusciti a mantenere la nostra clientela più fedele. Abbiamo avuto un calo, invece, per quella di passaggio sia perché alcuni non si sono ancora accorti che ci siamo trasferiti di fronte, sia perché altri non trovano parcheggio per fermarsi anche solo qualche secondo».

Resta ferma la consapevolezza di una scelta ormai inevitabile: «Siamo stati costretti a compiere questo passo, anche se avremmo potuto tranquillamente continuare a condurre quella proprietà comunale se solo ci fosse stato concesso di effettuare qualche lavoro di implementazione, a cominciare dalla presenza di un bagno pubblico che ci sarebbe dovuto essere e non c'è mai stato. Rileviamo anche che, per altre circostanze, i conduttori sono arrivati al Tar per stabilire che nessuno può essere mandato via se, nel frattempo, non si emanata la relativa gara d'appalto. Ma a noi questo interessava poco ormai: l'investimento lo avevamo realizzato e siamo fieri averlo fatto dovendo contare, adesso, solo sulle nostre capacità».

Di certo, spiace che quel chiosco, simbolo dell'editoria di una volta, rischi di rimanere chiuso, forse anche per sempre. Infatti, sarà impossibile riconvertirlo in edicola (anche per la presenza di una di fronte, nata dalla sua costola) ed appare molto improbabile trasformarlo in un distributore di bevande e vivande h24: ce ne sono troppi nelle vicinanze, oltre alla presenza di ben tre bar in un autentico fazzoletto di poche decine di metri quadrati.

Onore al merito, però, di chi questa volta, ostinatamente, mantiene in piedi un'attività di rivendita di giornali: una sfida che merita di essere raccolta anche da altri che finora, hanno tentennato.


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