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Trentennale della morte del presidente Sandro Pertini, il ricordo dell'omonima associazione

I soci dell’associazione socio-culturale “Il Presidente S. Pertini” di Trani nell’incontro tenutosi per ricordare il trentennale della morte del Partigiano Comandante e del “presidente più amato dagli italiani” hanno voluto collegare la sua figura al momento storico che stiamo vivendo ed alle imminenti campagne elettorali, partendo da semplici domande: È possibile ripartire da Sandro Pertini, da questa grande personalità la cui vita ed impegno costante si intrecciano con la nascita della democrazia repubblicana in Italia? È possibile ripartire da quest’uomo che sopportò con esemplare dignità più di 14 anni di vita fra esilio, prigionia, condanna a morte, evasioni, lotta politica e dolorose vicende familiari, saldando il risorgimento italiano con la lotta anti-fascista e anti-nazista, coniugando le sue idee politiche (fede socialista) con il valore della libertà, democrazia e giustizia sociale?

Ripartire per cosa? Innanzi tutto per restituire i valori agli ideali e all’azione politica che costituisce lo strumento per affermarlo. Il crollo delle ideologie ha lasciato sotto le macerie anche passioni civili ed ideali forti. Il pensiero è orientato dal mercato che diventato globale ne riduce la variabile tanto da apparire “unico”. Il pensiero unico è il cancro delle democrazie perché incide sulla funzionalità del sistema di rappresentanza, svilendo e snaturando il ruolo dei partiti e delle istituzioni.

Ripartire da Pertini significa ripristinare sistemi valoriali forti e, quindi nuove regole di convivenza civile e sociale, in un mondo che cambia. Significa ricreare tensione morale nell’agire pubblico e, quindi, elevare il livello del confronto (oggi sempre più gelatinoso). Ripartire da quest’uomo sempre coerente che amò la Patria non come spazio chiuso ma come luogo di affermazione di valori “…allora io dissi che era un errore insegnare agli uomini ad amare solo la loro Patria ma che era necessario educarli ad un amore più vasto e più alto: a quello dell’umanità”, significa comprendere meglio le stucchevoli parole di alcuni leader politici che ci inondano di amore per l’Italia, ma che disconoscono le regole fondamentali della costituzione e ritengono che la patria debba essere una specie di recinto, di gabbia per stabilire il “dentro” contro il “fuori”, il “noi” contro di “loro”.

Ripartire da lui significa che questo nostro paese merita una generazione di giovani che si interessino alla politica con mani pulite e cuore pieno di passione occupandosi dei meno fortunati e servendo la propria comunità. Per questo chiediamo a tutti i partecipanti alla campagna elettorale di non promettere sogni irrealizzabili, di non inventarsi slogan a gogo ma contenuti seri privilegiando il confronto ed il dialogo e non la polemica fine a se stessa. Sandro Pertini fu una figura talmente ricca dal punto di vista umano vicina alla gente da essere percepito alla stregua di padre rassicurante. Alla politica l’invito a “imitare” quest’uomo non solo nei mesi della campagna elettorale. "Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il Paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo" (messaggio di fine anno agli italiani 1981)

Nicola Cuccovillo, Michele de Stefano, Angela Raffaele


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