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Bloccati da oltre un mese in Marocco, la disavventura dei tranesi Giuseppe e Cosimo Porro che non riescono a rimpatriare

Due tranesi, Giuseppe Porro e suo zio Cosimo, sono bloccati da oltre un mese in Marocco dove sono proprietari di alcune cave. Erano giunti lì quando in Italia il Coronavirus sembrava un problema lontana e, invece, ora si trovano impossibilitati a rientrare.

«In occasione della nostra ultima tornata lavorativa - spiega Giuseppe - abbiamo raggiunto il Marocco il 6 febbraio, quando in Italia il virus appariva ancora una minaccia lontana ed addirittura alcuni sindaci negavano la pericolosità di un nemico che, invece, si stava inesorabilmente avvicinando. Con alcuni giorni di ritardo rispetto all’Italia, anche qui in Marocco si sono verificati i primi contagi e dopo una settimana il re Muhammad VI ha dichiarato lo stato di emergenza imponendo misure restrittive per la salvaguardia del proprio Paese. Poi, dal 16 marzo, ha chiuso tutti i collegamenti marittimi ed aerei sia in entrata sia in uscita. Abbiamo tentato di metterci in contatto con la Farnesina, con l’ambasciata e con il consolato, inizialmente senza ricevere alcuna risposta, a seguire abbiamo avuto un riscontro per niente esaustivo.

Il 18 marzo la Farnesina ha annunciato di aver organizzato dei rimpatri da Marrakech, Agadir e Casablanca. Tali voli sono stati però predisposti per il giorno successivo, senza che nessun italiano potesse organizzare il materiale necessario per partire, compresa la certificazione per potersi spostare. In Marocco, infatti, non esiste l’autocertificazione attestante il perfetto stato di salute, ma è necessario che un funzionario preposto la rilasci per autorizzare la partenza. Solo dopo quasi venti giorni, il consolato ha messo a disposizione una nave pronta a salpare da Tangeri e diretta in Francia. Tuttavia anche questa comunicazione è arrivata il 1 aprile per la partenza del 2, senza un preavviso di 24 ore quasi nessuno è riuscito a prenotare il biglietto e ad organizzarsi con i documenti.

Al momento il blocco è stato annunciato fino a domani, 20 aprile, con il serio dubbio che una proroga allunghi ulteriormente la nostra attesa. Se così dovesse essere, rimarremo ancora bloccati in Marocco fino a data da destinarsi, lontani dalle nostre famiglie e senza assistenza sanitaria. Rivolgiamo un appello alle autorità e chiediamo attenzione a nome di tutti gli italiani che hanno necessità di rientrare affinché possa individuarsi una soluzione efficace in tempi rapidi».

 

fonte La Gazzetta del Mezzogiorno


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