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La cultura della legalità, l'iniziativa online della scuola D'Annunzio: il percorso didattico per dire no alla mafia

La Scuola non si ferma al 3^ Circolo didattico “G.D’Annunzio” di Trani e non si ferma neanche la voglia di trovare tutte le opportunità per continuare ad occuparsi del ben-essere delle sue alunne e dei suoi alunni, offrendo occasioni didattiche che, anche se fisicamente a distanza, riescano a creare emozioni intense, capaci di unire.

E’ quanto accaduto al termine del percorso didattico iniziato in presenza gia’ a settembre in occasione del Progetto “Il fumetto dice no alla mafia- Premio Attilio Manca,” indetto dall’ Associazione “Peppino Impastato e Adriana Castelli” e Miur, e conclusosi in video lezione
nella mattinata del 18 maggio 2020, insieme al Presidente dell’Associazione stessa, Giuseppe Cassata, e la giornalista Silvia Gissi in rappresentanza del Movimento delle Agende Rosse, costituito da cittadini che agiscono affinché sia fatta piena luce sulla strage di Via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992.

Parlare di mafia ai bambini con le modalità giuste si puo’ e si deve, in modo da radicare nelle giovani generazioni la Cultura della Legalità che permetta loro di riconoscere tutti i pericolosi segnali di prevaricazione presenti nella nostra società, di esercitare il pensiero critico, favorire il riconoscimento delle proprie emozioni, prendere coscienza dei diritti di cui si gode. E’ fondamentale abituarsi a seguire le regole, dunque, per creare una società forte e coesa che bandisca l’isolamento delle persone,una falla che ha consentito spesso alle organizzazioni mafiose di entrare nelle maglie.

Parlare di mafia non è mai troppo presto,ci dicono Giuseppe Cassata e Silvia Gissi, visto che le mamme e le figlie della ‘ndrangheta cominciano gia’ durante la fase dell’allattamento a lasciare un imprinting che avrà conseguenze devastanti sui propri figli. Proprio per questo motivo si rende necessaria un’azione che sia non solo di contrasto ai disvalori così precocemente trasmessi, ma di propositività di stimoli positivi ed incentrati sullo spirito di civiltà e collettività.

Ecco l’impegno di Giuseppe Cassata e Silvia Gissi all’interno della scuola, con l’intuizione che sarebbe necessario partire dal “ciuccio” per battere la mafia sul tempo. Tante le domande delle bambine e dei bambini che dimostrano quanto sia possibile cominciare a
coltivare il pensiero critico anche in giovanissima età e che nel loro elaborato hanno pensato anche di intitolare una strada ad Attilio Manca, anch’egli vittima di mafia.

A pochissimi giorni dal 23 maggio, anniversario della strage di Capaci e Giornata della Legalità, il 3^ Circolo “G.D’Annunzio” continua ad offrire momenti di riflessione ed esempi di best practice anche con la sua didattica a distanza. Si parla spesso dell’accresciuto pericolo di infiltrazione mafiosa in questo periodo di crisi economica per via della pandemia, un rischio che consente alla mafia di inserirsi facendo leva sui bisogni in modo attraente e subdolo. Ecco, quindi, l’importanza di essere sempre vigili, di maturare una coscienza critica, un’autonomia di pensiero che faccia imboccare sempre la via giusta, con l’aiuto degli esempi di chi dalla mafia e’ stato ucciso, ma le cui idee continuano ad urlare piu’ forte che mai.

Grande soddisfazione è stata manifestata dal Dirigente Scolastico, Prof.ssa Angela Tannoia, per l’Attestato di Impegno giunto al 3^ Circolo “G.D’Annunzio” dall’Associazione “Peppino Impastato e Adriana Castelli”, un impegno che costituisce al contempo motivo di orgoglio, ma anche un forte senso di responsabilità nel continuare il percorso intrapreso.


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