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La discarica di Trani inquina meno, ma non ha smesso di farlo: servirà separare i rifiuti dalla parete del terzo lotto. Affidata la progettazione

La discarica di Trani inquina molto meno, ma ancora non ha smesso di farlo: infatti, il solo metallo che continua a persistere nei pozzi in concentrazioni superiori alla norma è il manganese. Per questo motivo la massa dei rifiuti del terzo lotto, dove persiste il problema, deve essere isolata dalla parete della cava che li contiene.

A tale conclusione è giunta la Conferenza dei servizi convocata dalla Regione Puglia lo scorso 30 gennaio 2020, che ha verificato la relazione finale del Piano di caratterizzazione e i suoi esiti. Sulla base di questi l'organismo ha redatto un verbale prescrivendo «l'intervento di ripristino dell'isolamento del corpo dei rifiuti - si legge nel verbale -, secondo le modalità tecniche che si riterranno più efficaci».

In altre parole, si dovrà separare la massa dei rifiuti stoccata nel terzo lotto dalla parete nella quale si era prodotta una rottura, nei pressi del pozzo P6v, attraverso cui si era disperso percolato in falda.

Tale incidente, avvenuto nel 2014, aveva determinato la chiusura della discarica il 5 settembre di quell'anno. Da allora l'impianto di contrada Puro vecchio non ha più riaperto ed il sindaco, Amedeo Bottaro, il 23 settembre 2016, ha emanato un'ordinanza di chiusura dal sito anche a seguito di un'indagine della Procura della Repubblica di Trani per ipotizzato disastro ambientale, circostanza per cui è in corso il relativo processo di primo grado a carico di numerosi indagati.

Nel frattempo, la discarica è stata oggetto di interventi di messa in sicurezza di emergenza e della caratterizzazione dell'intera area.

Il piano è stato finanziato dalla Regione Puglia con 408.000 euro, la progettazione affidata agli ingegneri Giuseppe Cincavalli, Dario De Pascali e Giuseppe Ferrari, nonché al geologo Antonino Greco, di Bari, per 29.000 euro.

I lavori sono stati a cura del raggruppamento abruzzese Gia exploring e Geo L'Aquila, per 273.000 euro oltre Iva, da un importo a base d'asta di 292.000 euro.

L'analisi di rischio dei progettisti è così finita sul tavolo della Conferenza dei servizi, convocata segnatamente da Arpa Puglia per verificare la relazione finale e gli esiti della caratterizzazione.

Ebbene, proprio l'Agenzia per l'ambiente ha evidenziato che «l’attività di indagine eseguita dal Comune nell’ambito della caratterizzazione relativa alle acque ha costituito approfondimento del quadro conoscitivo ambientale e ha permesso di acquisire informazioni in merito all’ipotesi di diffusione del percolato prodotto dai rifiuti nel terzo lotto della discarica, probabilmente a causa di una discontinuità del sistema d’impermeabilizzazione delle pareti della discarica».

Più nel dettaglio, secondo quanto ricostruito dall'Arpa, «le attività d’indagine hanno evidenziato il miglioramento del quadro qualitativo ambientale delle acque sotterranee a valle della discarica, che confermano l’efficacia delle misure di prevenzione poste in atto».

Peraltro, hanno confermato «l’esistenza di un percorso di diffusione del percolato ancora potenzialmente attivo, dovuto al raggiungimento del livello di percolato della quota dell’anomalia geofisica rilevata con le indagini indirette». Da qui la necessità «di intervenire al fine di interrompere tale percorso di potenziale diffusione della sorgente primaria».

La Conferenza di servizi, in ogni caso, ha convenuto che «gli esiti delle indagini hanno consentito la definizione della geometria del flusso di potenziale diffusione della sorgente primaria di contaminazione, definendo l’ambito planivolumetrico d’intervento per l’isolamento di detta sorgente primaria quale misura di prevenzione propedeutica per l’elaborazione del modello concettuale definitivo». 

Per questo motivo, alla luce delle attività svolte, ha prescritto «l’intervento di ripristino dell’isolamento del corpo rifiuti, secondo modalità tecniche che si riterranno più efficaci».

A questo punto la palla torna nel campo di Trani e, segnatamente, di un'amministrazione comunale che intende dare seguito, e senza indugio, alle prescrizioni della conferenza dei servizi.

«A tal fine è necessario - scrive così il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, affidare un incarico ad un professionista qualificato che realizzi un progetto di fattibilità tecnico economica per procedere all'intervento di ripristino dell'isolamento del corpo dei rifiuti dal terzo lotto della discarica».

Per la figura apicale dell'Ufficio tecnico «risulta del tutto evidente di potersi continuare ad avere delle competenze dello studio Cincavalli-De Pascali, in quanto già direttori dei lavori dell'esecuzione del Piano di caratterizzazione della discarica».

Una scelta dovuta a ragioni di continuità, impegnando complessivi 12.600 euro per la progettazione del nuovo intervento di messa in sicurezza da realizzarsi nell'impianto comunale di contrada Puro vecchio.


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