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Gli avvocati di Trani in piazza oggi a Bari, il presidente Bertolino: «Serve una legge per lo svolgimento delle attività giudiziarie anche nei prossimi mesi»

«Siamo nel bel mezzo di una giungla di regolamenti e discipline territoriali che rendono impossibile orientarsi tra un tribunale e l’altro. La ripartenza, dopo lo stop imposto dalla pandemia, si è trasformata in una babele di prassi che genera confusione tra gli operatori del diritto e paralizza i procedimenti in corso, trasformandosi nella negazione dei diritti dei cittadini».

Così il presidente dell’Ordine degli avvocati di Trani, Tullio Bertolino, che oggi, martedì 23 giugno guiderà la protesta anche del Foro di Trani a Bari, in piazza Libertà, davanti alla Prefettura, alle 11, per fare sentire al Governo «una voce che si levi fortissima a difesa dei diritti dei cittadini e riaffermi il ruolo dell’Avvocatura in una società moderna ed in uno Stato che solo a parole si definisce “di diritto”».

“Salviamo la Giustizia!” è lo slogan scelto per questa manifestazione pubblica, lanciata insieme all’Organismo congressuale forense e che si svolgerà in contemporanea in più città. «A distanza di oltre tre mesi dalla sospensione avvenuta il 7 marzo scorso e ad oltre un mese dalla presunta ripresa - ricorda Bertolino - in molti tribunali si celebrano pochissimi giudizi e i diritti dei cittadini e delle imprese restano in attesa, ostaggio di scelte inadeguate e dello stato in cui si trovavano già prima dell’emergenze. Trani, fortunatamente, ha ascoltato anche la voce degli avvocati e la prassi risulta meno penalizzante che altrove. Ma ciò non toglie che gli avvocati di Trani, che lavorano anche in altri ambiti territoriali, si trovino assolutamente spiazzati, dovendo verificare modalità di esercizio talvolta astruse».

Ma non è tutto. Sposando in pieno la linea adottata dall’Organismo congressuale forense, gli avvocati di Trani sono preoccupati anche per l’imminente ripresa totale delle attività giudiziarie, fissata con ogni probabilità per il prossimo 1mo luglio. «Il rischio concreto – ribadisce il presidente Bertolino – è che si vada incontro a rinvii generalizzati dei procedimenti, non potendo assicurare ovunque il rispetto delle norme anti-contagio. Ciò porterebbe al collasso della Giustizia in Italia, ben oltre il livello di guardia registrato negli ultimi anni».

La richiesta è «un piano straordinario per la messa in sicurezza delle attività e degli edifici giudiziari, di cui il legislatore deve farsi carico in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Così come serve una legge che consenta lo svolgimento di tutte le attività giudiziarie anche nei prossimi mesi di emergenza. Ma è anche necessaria una adeguata dotazione di strumenti informatici, di linee a banda larga e di personale tecnico di supporto per gli uffici giudiziari, per lo svolgimento in sicurezza delle attività da remoto».

Servono, dunque, decisioni immediate e risorse da parte del Governo: «Il rischio – conclude il presidente degli avvocati di Trani - è la paralisi totale del sistema giudiziario nel nostro Paese, preludio della morte della democrazia. Non c’è più tempo da perdere. Gli avvocati di Trani sono pronti a fare la loro parte».


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