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Aree incolte a rischio incendio, Barresi punta i fari sull'affidamento ad Amiu: «Perchè i costi sono più elevati rispetto all'anno scorso?»

Cari concittadini avrei voluto a fine mandato raccontarvi qualcosa di positivo, ma  in questa amministrazione le cose sono strane e le mie riflessioni da fare con voi sono una conseguenza, anche perchè come posso non tenervi al corrente di certe stranezze quando si usano soldi pubblici.

Per  qualcuno dovremmo preparare dosi di fosforo e vi spiego perché. Cerchiamo di tornare sul pezzo dell’anno scorso, che a seguido della famosa ordinanza obbliga i proprietari a tenere puliti i terreni. Come sappiamo il sindaco emana l’ordinanza n.19 del 23/5/2019, con la quale raccomanda (ma dovrebbe farlo, soprattutto, a se stesso) di ripulire i terreni incolti dalle erbacce allo scopo di prevenire incendi e tutela della salute pubblica.

Ebbene, cosa accade dopo il 18/7/2019? Viene emanato un provvedimento dirigenziale e precisamente il n. 216/2019 il cui testo recita in questa maniera: "visto lo stato di grave pericolosità di intervenire per prevenire incendi nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 settembre, come più volte richiesti da cittadini utenti (soprattutto io) e residenti delle zone interessate, per la presenza di diffuso degrado ed erbe e arbusti infestanti al fine di evitare incendi e conseguenzialmente arrecare danni a cose e persone...che è necessario intervenire preventivamente alla bonifica delle succitate aree e che gli interventi in questione assumono carattere d'urgenza non procrastinabili, si affida la bonifica di che trattasi dopo un’indagine di mercato tra 6 ditte ad una cooperativa che attualmente lavora con il Comune per un importo di 9.863,70 IVA compresa. 

Credo che molte volte sia necessario avere buona memoria. Quest’anno, infatti, stesso film dopo l’ordinanza n.32 del 18/5/2020 per ripulire i  terreni, viene proposto un nuovo provvedimento dirigenziale e precisamente il n. 92 del 15/6/2020 e qui decidono di affidare i lavori di ripulitura indovinate a chi? Ad una nostra partecipata ovvero all’Amiu spa, certamente, in maniera diretta senza indagine di mercato (sicuramente ciò è possibile, affidamento “in house”, se ne deduce che quando la società è tua si dovrebbe ed uso il condizionale, risparmiare no?) 

Invece, cari cittadini, ho notato dalla lettura di questo atto che si spenderanno 21.000 euro IVA compresa (?) (come da noi precedentemente comunicato, ndr)

Domandina come mai i lavori fatti in casa costano di più? Non inventatevi la scusa che sono aumentati i siti da bonificare, perchè quelli erano e quelli sono rimasti a meno che qualcosa è successo l’anno prima. Qualche domandina vorrei fare: ma Amiu ha le capacità tecniche tra il suo personale con qualifica idonea al lavoro? Amiu ha mezzi idonei per svolgere tale attività? Esiste una stima dei costi? Ma volete vedere che finisce che l’Amiu affida il lavoro avuto dal Comune ad un terzo soggetto che lo esegue per suo conto o utilizza mezzi di altri? Aspettiamo e vedremo. Mi scuso con coloro che non vorrebbero che si evidenziassero certe situazioni, ma avevo la necessità di informare quei cittadini che versano con sacrificio le tasse comunali e molte volte non sanno come i loro soldi vengono utilizzati.

 

Anna Maria Barresi –Consigliere Comunale di “Italia in Comune e componente Ufficio di Presidenza  


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