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Stazione di Trani, rete anti scavalco intorno al capannone dell'ex area merci: non sarà più possibile usarlo come dormitorio

Lo scorso febbraio aveva messo in mora, tramite il suo legale, Rete ferroviaria italiana, in quanto presunta rea di non assicurare pulizia e sicurezza dell'ex area merci della stazione di Trani.

Oggi alla luce dell'intervento realizzato dall'ente, lo stesso cittadino prende atto e ringrazia pubblicamente Rfi: «Ero arrivato a un punto di non ritorno. Davvero non se ne poteva di quel degrado, ma adesso diamo a Cesare quel che è di Cesare e li ringrazio per avere fatto quello che era giusto fare già da tanto tempo. In ogni caso, meglio tardi che mai».

Il riferimento è alla rete antiscavalco che, nei giorni scorsi, gli operatori di Rete ferroviaria italiana hanno installato lungo l'intero perimetro del capannone che, una volta, veniva utilizzato per lo stoccaggio delle merci lungo i binari di servizio della stazione ferroviaria.

Lunga complessivamente 150 metri, attraverso l'intero perimetro del capannone, la rete è alta 2 metri e mezzo e circonda sia il fabbricato, sia la pensilina. Il manufatto, modulare, è formato da una base di blocchi in cemento del tipo «new jersey», sormontati da orsogril con sistema antiscavalco.

Più volte Rete ferroviaria italiana aveva dovuto bonificare quell'area, con costi molto alti, dai rifiuti lasciati da famiglie di cittadini senza fissa dimora, che la utilizzavano come dormitorio e luogo di bivacco.

Il sempre crescente utilizzo abusivo di quel sito aveva determinato le crescenti proteste dei residenti ed uno in particolare, il signor Cosimo, si era rivolto alla Gazzetta non solo per documentare il problema, ma anche comunicare la messa in mora di Rete ferroviaria italiana: «Ho un'attività, pago tutte le tasse del mondo e non batto ciglio - aveva dichiarato -, ma non comprendo perché, di fronte alla mia regolarità nel versare allo Stato quello che devo, lo Stato al contrario non mi fa vivere in condizioni di salubrità e sicurezza».

Il capannone era ormai un autentico accampamento a cielo aperto con tanto di masserizie, vettovaglie e rifiuti prodotti di ogni natura, anche organica. I colombi raccoglievano avanzi di cibo, soprattutto pollo, e volavano sul balcone del malcapitato cittadino, residente nei pressi, lasciandone tutti i resti, ossa comprese.

L'intervento risolutivo è avvenuto su esclusiva decisione di Rete ferroviaria italiana, ma rappresenta soltanto il primo di una serie di trasformazioni, concordate con il Comune di Trani, nell'ambito della riqualificazione delle aree ormai dismesse della stazione collegata alla soppressione del passaggio a livello ferroviario di via De Robertis e contestuale realizzazione di un sottovia veicolare e pedonale.

L'idea è realizzare un raccordo viabile con via Torrente antico e via Palmiro Togliatti. Allo studio vi è anche la realizzazione di un percorso ciclabile e pedonale che andrebbe a collegare i quartieri Stadio e Sant'Angelo, operando così una ricucitura di entrambi. 

La realizzazione di tale opera consentirà anche di prolungare l'attuale sottopassaggio pedonale all'interno della stazione, con sbocco nella zona retrostante consentendo così un ulteriore attraversamento per i residenti. Tale passaggio si andrà ad aggiungere a quello già previsto nel progetto del sottopasso di via Sant'Annibale Maria di Francia.


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