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Carcere di Trani, chiude la Sezione blu e apre il nuovo padiglione. Verso il trasferimento la casa di reclusione femminile

«Fu aperta negli anni '70 e, da allora, mai si è proceduto ad una ristrutturazione di quella sezione. Lì avvennero le sommosse degli anni '80, quando furono sequestrati gli agenti e i detenuti diventarono irriconoscibili poiché indossavano la divisa degli agenti».

Così la senatrice Bruna Piarulli, del Movimento 5stelle, ricordando la storia della Sezione blu del carcere di Trani, oggi oltre modo obsoleta, fatiscente, la cui chiusura è in corso di svolgimento in questi giorni con contestuale trasferimento dei 180 detenuti al nuovo padiglione da 200 posti, finalmente reso disponibile per la popolazione carceraria della casa di reclusione maschile di via Andria.

La parlamentare, direttore in aspettativa del carcere di Trani, è intervenuta nel corso del webinar promosso ieri dal Garante regionale dei detenuti, Piero Rossi, con la partecipazione, fra gli altri, dell'assessore regionale alla salute, Pier Luigi Lo Palco, del provveditore regioanale, Giuseppe Martone, del direttore generale della Asl Bt, Alessandro Delle Donne, e del direttore del carcere in carica Giuseppe Altomare.

«La chiusura della sezione del carcere maschile è il segnale di un nuovo inizio e rappresenta una mia vittoria - ha sottolineato Piarulli -, essendomi occupata di questa questione non solo da direttore degli istituti penali di Trani, ma anche come senatore, alla luce dei fatti recenti, partendo dal presupposto che la pena debba essere dignitosa per i detenuti, ma anche per i lavoratori».

Rossi ha introdotto l'incontro online e, citando Calamandrei - «bisognerebbe averlo visto» -, ha parlato di «notizia già carica di significato simbolico e che potrebbe persino assumere valore scaramantico. Buttarsi alle spalle questa quasi indicibile esperienza dovrà significare voltare pagina ed agevolare il definitivo allontanamento dalla dimensione di inumanità e degrado di quell'istituto, per tanti altri aspetti in grado di erogare un servizio istituzionale più che dignitoso, come negli altri istituti in Puglia».

Rossi ha richiamato anche le famose proporzioni della matematica, affermando che «Alcatraz stava agli Stati uniti come la Sezione blu di Trani stava all'Italia» e ha auspicato che la stessa, dopo la ristrutturazione prevista nel 2021, «sia destinata a spazi di condivisione sociale e non più a fini detentivi».

Il provveditore Martone ha confermato il trasferimento in corso dei detenuti dalla Blu al nuovo padiglione e aggiunto che «sono in corso la sistemazione degli arredi ed il completamento della cucina. Massima - ha agginto - è la collaborazione con la Asl Bt».

Martone ha anticipato altri progetti in itinere: il primo, la riconversione dell'ex sartoria in sede destinata ai semiliberi ed alle loro attività; il secondo, l'individuazione di un corpo di un corpo di fabbrica dedicato alle attività trattamentali.

È in animo del Provveditorato, anche, la chiusura del carcere femminile, con l'individuazione di una sede idonea e moderna rispetto all'ormai fatiscente ex convento domenicano di piazza Plebiscito, riadattato a casa di reclusione.


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