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Festa dei 150 anni della biblioteca comunale di Trani, il regalo è un'introvabile Seicentina del tipografo Lorenzo Valeri

La biblioteca comunale “Giovanni Bovio” si caratterizza per essere sia di pubblica lettura, sia di conservazione. Infatti, grazie alle antiche e pregiate donazioni di patrimonio documentario provenienti da illustri famiglie locali, assolve al compito di salvaguardia della memoria locale e diffusione e promozione della conoscenza del territorio, storia, luoghi e protagonisti.

Fra le tante pubblicazioni di rilievo, la Bovio ne conserva un considerevole nucleo del Seicento, stampate dal tipografo Lorenzo Valeri, figura di origine romana cui si attribuisce la nascita della tipografia stabile in Puglia, avvenuta proprio a Trani con l’impianto, appunto nel Seicento, della prima tipografia a caratteri mobili.

Per l’importanza delle pubblicazioni uscite dai torchi della tipografia Valeri, e con l'obiettivo di recuperare le ultime rarità rimaste in circolazione, la biblioteca comunale sta proseguendo nella ricerca di pubblicazioni sparse sul territorio attraverso diversi canali commerciali.

Ebbene, la ditta Corpododici, del collezionista Domenico Acquaviva, ha sottoposto all’attenzione dell'amministrazione comunale la proposta di acquisto di un volume edito da Valeri nel 1655, ritenuto «opera di pregevole fattura e valore - si legge nella determinazione dirigenziale di acquisto dell'opera -, e che risulta essere l’unico esemplare conosciuto, atteso che le bibliografie nazionali e internazionali non ne danno informazione», formulando un costo complessivo pari a 2.100 euro, Iva esclusa.

Il titolo dell'opera è «Officium divi Nicolai Magni patroni bariensis more parisiensis antiquitus instititum, Bari, apud Zannettum & Valerium, HB 1655».

«Nel 1612, a 24 anni, - ha illustrato lo storico Luciano Carcereri, profondo conoscitore dell'opera del Valeri, in una conferenza tenuta proprio in biblioteca - Valeri lavora a Firenze, presso il tipografo Stefano Fantucci. E lì, nel 1614, pubblica una commedia, "Gli astuti". Nello stesso anno compare anche a Macerata, socio di Sebastiano Martellini. Opere di vario genere si susseguono anche negli anni successivi, in varie regioni italiane, segno di un'insolita mobilità».

Nel 1619, però, il pellegrinaggio finisce con l'arrivo a Trani, dove trova casa e prende moglie. L'inizio dell'attività tipografica risale al 1622, «e sarà volta, soprattutto – ha raccontato lo storico locale -, alla stampa di opere commissionate dalla diocesi, segnatamente dal vescovo Diego Alvarez, che a sua volta metterà in contatto Valeri con altri importanti committenti in tutta la Puglia, con conseguenti stampe anche in lingua latina, spagnola, e tutte di diverse centinaia di pagine. In altre parole, un gran salto di qualità rispetto alle pubblicazioni precedenti, realizzate in altre regioni, segno di un terreno fertile nel quale Valeri poté operare».

Fino ai primi anni '40 gli affari andranno a gonfie vele, ma dipenderanno proprio dalla morte di Alvarez, verosimilmente avvenuta nel 1632. Nel frattempo, anche i committenti spagnoli si vanno diradando e forse è anche per questo che Valeri, nel 1642, riprende a fare il letterato e pubblica "Il Nicola Peregrino" evidentemente dedicato alla città cui dovette le sue fortune.

Ma in cosa eccelleva di più Lorenzo Valeri? «Nella capacità di organizzare un’attività – risponde il relatore della conferenza -. E proprio a Trani diede dimostrazione di come organizzare un’impresa, trovare lavoro e fare lavorare i suoi dipendenti, anche tanti».

Peccato, però, che non vi siano tracce di alcun tipo della tipografia di Valeri: «Purtroppo non ne abbiamo – conferma Carcereri -. Sappiamo solo che la tipografia era nei pressi della chiesa di San Donato, ma neanche ci è dato sapere se l’edificio sia stato oggetto di demolizione e ricostruzione».

In compenso, ci sono le sue Seicentine, l'ultima delle quali è proprio quella acquistata nei giorni scorsi ed entrata a fare parte, finalmente, del prezioso patrimonio librario della biblioteca comunale di Trani, perfetto regalo in occasione del 150mo compleanno,


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