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Trani, cinque anni fa l'omicidio di Biagio Zanni. Fra il mesto ricordo della vittima e il procedimento penale che approda in Cassazione

Ricorre oggi, domenica 20 settembre, il quinto anniversario dell'omicidio di Biagio Zanni, avvenuto questo stesso giorno del 2015 fra via Statuti Marittimi e piazza Quercia. Si tratta dell'ultimo fatto di sangue con vittima registrato nella nostra città - e del quale ancora oggi si ricorda la vasta risonanza mediatica ed il clima di profondo cordoglio che destò in città -, anche se lo scorso anno un altro cittadino tranese, Giovanni Di Vito, fu ucciso ad Andria in seguito ad un diverbio per futili motivi per la strada. Gli stessi futili motivi che portarono alla lite, e quindi alla rissa, che coinvolse più persone e nella quale Biagio Zanni rimase mortalmente ferito quella tragica notte di cinque anni fa. Come da noi riportato lo scorso 28 maggio, le condanne di primo grado per l'omicidio di Biagio Zanni sono state confermate anche in secondo. Lo ha deciso la Corte d'Assise d'Appello, a Bari dichiarando innanzi tutto inammissibile l'appello proposto dal pubblico ministero, Marcello Catalano, avverso la sentenza della Corte d'Assise di Trani del 20 luglio 2018, poiché presentato tardivamente. Così la Corte di Assise di Appello di Bari ha confermato la condanna nei confronti di Gianluca Napoletano,  appellata anche da quest'ultimo, nonché dal coimputato Gabriele Lorusso. In appello era costituita parte civile, contro il solo Napoletano, la famiglia Zanni, difesa dall'avvocato Giangregorio De Pascalis. Inoltre la Corte d'Assise di Appello ha condannato le parti private appellanti al pagamento delle spese del grado di giudizio verso l'erario, e Napoletano anche nei confronti delle costituite parti civili, queste ultime quantificate in complessivi 1.800 euro, oltre accessori come per legge. Entro 60 giorni il deposito delle motivazioni. La Corte d'Assise del Tribunale di Trani, presidente Giulia Pavese, aveva condannato Gianluca Napoletano a 4 anni per rissa pluriaggravata e Gabriele Lorusso a 2 anni e 6 mesi per rissa pluriaggravata. Napoletano era stato assolto dal concorso anomalo in omicidio e dal reato di porto di armi improprie, ipotizzati dal publbico ministero. Zanni, 34 anni, fu ucciso il 20 settembre 2015 in via Statuti marittimi dalle coltellate infertegli da un minore, condannato a 10 anni di reclusione con il rito abbreviato a Bari. Nel gruppo che si avventò contro Zanni, oltre Napoletano, vi erano anche il fratello minore dell'accoltellatore, condannato ad una sola pena pecuniaria, ed un altro minore per il quale è stata disposta la messa alla prova. Napoletano aveva percosso Zanni con il gesso che gli fasciava un braccio fratturato. Il Pm aveva chiesto dieci anni di reclusione per Napoletano e quattro per Lorusso, amico di Zanni ed in favore del quale la vittima intervenne nella fase iniziale della rissa, prima di essere malmenato dagli altri facinorosi. Le stesse condanne le avrebbe riproposte in appello, se non fosse incorso nella presentazione tardiva del ricorso. La Corte d'Appello ha recentemente depositato le motivazioni. Antonio Florio, difensore di Napoletano, conferma che ricorrerà per Cassazione: «Ritengo vi siano i margini per la concessione delle attenuanti generiche che, finora, non sono state riconosciute al mio assistito».

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