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Scuole chiuse, la parola ai genitori: «La didattica a distanza alla primaria non è possibile. Difficoltà anche alle medie»

La chiusura delle scuole ha destato scompiglio e preoccupazioni soprattutto per genitori e studenti che, da un giorno all'altro, si sono ritrovati a fare lezione a casa, da soli e con un pc di fronte. La didattica a distanza, croce e delizia degli ultimi mesi dell’anno scolastico appena passato, è ripiombata come un fulmine a ciel sereno, mettendo in difficoltà gli stessi insegnanti che si sono ritrovati a modificare ulteriormente la loro programmazione.

Ieri mattina, alcuni genitori hanno protestato pacificamente contro la chiusura delle scuole, appendendo grembiuli e lasciando dinanzi alle scuole chiuse gli zaini dei loro figli.

«In generale sono d’accordo con la didattica a distanza – ci dice la mamma di un ragazzino di prima media -, ma non sono soddisfatta sulle modalità: i professori sono molto indietro con la gestione della classe a distanza, senza considerare che mancano ancora molti docenti e ci sono ore libere in cui i ragazzi non partecipano alla lezione. Anche i ragazzini delle medie, soprattutto quelli di prima, hanno bisogno di qualcuno che sia accanto a loro perché è necessario leggere le email, stamparle, inviare i compiti e così via. Molti ragazzini di 11 anni tutto questo non riescono a farlo da soli».

Abbiamo riscontrato la maggior parte delle lamentele nelle opinioni dei genitori dei bambini della scuola primaria: «Alle elementari non esiste la dad – ci dice la mamma di un bambino di quinta elementare -. La lezione è un continuo "Mi senti?", "Stai zitto", "Accendi la telecamera" e così via. Non si può fare lezione in questo modo».

«Non tutti i genitori sono tecnologici – ci dice la zia di un ragazzino di quinta -. Penso che nei giorni precedenti la chiusura delle scuole, i docenti avrebbero potuto far vedere ai bambini come entrare nelle piattaforme perché molti sono in seria difficoltà. Tuttavia, sono d’accordo con la chiusura delle scuole visti i numeri dei contagi».

In disaccordo con la chiusura delle scuole, invece, due mamme di due bambine iscritte al primo anno della scuola primaria: «Non sono per niente d'accordo con la chiusura delle scuole. Credo fortemente sia stata una decisione affrettata. Le maestre si sono impegnate con tutti i bimbi, che giustamente dopo mesi in casa hanno fatto fatica a ricominciare la vita scolastica. Mentre il tutto stava andando per il meglio, così all'improvviso ci siamo ritrovati con questa decisione arrivata dall'alto che con dispiacere abbiamo spiegato ai nostri bambini. Chi di dovere non è stato capace di pensare preventivamente a delle soluzioni per poter far funzionare la scuola. A questo punto sarebbe stato meglio non farla iniziare».

«Per i bambini della primaria la dad è molto difficile – ci spiega un’altra mamma -. I piccoli si adattano, ma c’è sempre bisogno di assistenza di un genitore ed è difficile soprattutto per le mamme che lavorano. Bambini di 6 anni non sono in grado di usare il pc da soli ed è per questo che devi stare vicino a loro. Un bambino, da solo in casa in compagnia solo di un genitore, si sente solo, si annoia, spesso ha difficoltà ad interagire con la maestra e i compagni. Con questa dad si è persa la gioia di condividere: a scuola, nonostante le restrizioni, i bambini erano circondati dai compagni. Ora, invece, non hanno nessuno intorno».


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