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Da Trani in Lapponia in auto: il viaggio di Carlo J Laurora a caccia dell'aurora boreale

Compiere un viaggio da Trani fino in Lapponia con l’auto per andare a caccia dell’aurora boreale. È stato questo il sogno, trasformato in realtà, del giovane tranese Carlo Laurora che ci racconta la sua avventura alla ricerca del fenomeno naturale più magico che il pianeta possa regalare ai viaggiatori.

Com’è nata l’idea di questo viaggio?

L’idea di partire da Trani e di arrivare in Lapponia in auto è nata per caso. Avevo visto le previsioni sull’aurora boreale e avevo notato che a fine ottobre era prevista una tempesta solare molto forte. Così ho contattato il mio amico Daniel Mazza che ha accettato di partire con me. Abbiamo visto tante volte l’aurora boreale, ma quella di questo mese è stata una delle tempeste più forti degli ultimi tempi. Considerato il periodo di incertezza causa Covid, abbiamo deciso di partire in auto perché in questo periodo molti voli vengono cancellati. Così, sono partito da Trani il 19 ottobre e sono arrivato nella Lapponia svedese.

Hai compiuto questo viaggio in un periodo delicato. È stato semplice attraversare i vari Stati?

Sicuramente un viaggio del genere lo avremmo fatto più lentamente, ma in questo caso abbiamo deciso di non farlo perché le misure restrittive incombevano. Abbiamo scelto un percorso attraverso Paesi dove l’ingresso per gli italiani era concesso, ma in alcuni casi abbiamo avuto difficoltà. Ad esempio, una volta giunti in un hotel ad Amburgo, in reception si sono rifiutati di darci la camera perché, in base all’ordinanza del governo tedesco, chi proveniva da Liguria e Campania avrebbe dovuto presentare il referto del tampone negativo. Nonostante provenissi dalla Puglia e Daniel dalla Lombardia, si sono rifiutati di accoglierci. Alla fine, però, siamo riusciti a dormire. Un’altra difficoltà l’abbiamo incontrata in Danimarca, Stato chiuso ma in cui è concesso il transito. Arrivati alla frontiera, però, gli agenti hanno iniziato a farci domande e ci hanno tenuto in attesa. Alla fine siamo riusciti a ripartire.

L’obiettivo del viaggio è stato anche quello di registrare un documentario…

Sì, siamo partiti anche con lo scopo di registrare un documentario sull’aurora boreale e soprattutto su cosa vuol dire andare a caccia del fenomeno. Al momento, nessuno ha mai spiegato cosa bisogna fare per vederla. Noi, invece, abbiamo raccontato cosa vuol dire andare alla ricerca dell’aurora boreale. Il video uscirà nelle prossime settimane.

Hai ricevuto tantissimi messaggi sui tuoi canali Instagram, segno che il tuo viaggio è risultato molto interessante per tutti. Una ragazza ti ha anche scritto “Sei i nostri occhi”

Sì, ho ricevuto tanti messaggi e sto cercando di rispondere a tutti anche ora che sono a Trani. Questo interesse mi ha colpito particolarmente. Quando siamo partiti la situazione era abbastanza normale, ma con il passare dei giorni la situazione è degenerata e le persone non potevano andare in giro. È stata una bella responsabilità e un onore: mentre io vivevo una grande avventura, c’era gente che stava vivendo situazioni tristi. Per questo sono felice di aver dato una finestra sul mondo anche per chi era a casa.

Come descriveresti l’aurora boreale per chi non ha avuto il privilegio di vederla?

È un fenomeno incredibile che auguro a tutti di vedere almeno una volta nella vita perché è pura magia. Purtroppo maltrattiamo il nostro pianeta, ma per fortuna ha ancora da offrirci bellezza. L’aurora boreale è uno dei fenomeni più spettacolari: sei immerso nel buio della notte e nel silenzio dell’ambiente artico. Ma per capire le emozioni di questo fenomeno bisogna viverlo.

Un altro viaggio particolare che hai compiuto è stato quello in cui hai attraversato da solo la via della seta senza aerei. Quali sono state le difficoltà di quell’avventura?

Quel viaggio è durato quasi due mesi e mezzo. Mi sono spostato solo con mezzi pubblici: autobus, treni, autostop e per questo è stato più difficile rispetto a questo mio ultimo. Lì ho attraversato i Paesi dell’Asia centrale dove c’è molta incertezza perché i Paesi sono in guerra tra loro.

Quale sarà il tuo prossimo viaggio?

Il sogno è quello di percorrere la Panamericana, dall’Alaska all’Argentina via terra, senza aerei.


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