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Bollette telefoniche non pagate fra 2007 e 2009: Comune di Trani versa a Telecom 225mila euro

È di ben 127.000 euro il debito fuori bilancio di maggiore importo approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale, con i voti della sola maggioranza che sostiene il sindaco, Amedeo Bottaro. Si tratta dell'esito di una vicenda nata ben tredici anni fa, determinato dal mancato pagamento di un cospicuo numero di fatture, e di un conseguente riconoscimento di somme in favore di Telecom Italia. Il tutto a seguito di un atto di transazione siglato il 18 giugno 2020 fra Comune di Trani, Intesa Sanpaolo e la stessa società telefonica.

Infatti, il 29 febbraio 2007 Palazzo di Città aveva stipulato con Telecom Italia un contratto di leasing per un valore complessivo di 426.000, prevedendo un canone mensile di 14.000 euro oltre Iva per 30 rate bimestrali. Il 22 settembre 2009 il Comune stipulava con la società un nuovo contratto di leasing per un valore complessivo di 55.000, prevedendo un canone mensile di 1.861 euro, oltre Iva, sempre per 30 rate.

Dalla documentazione inviata da Telecom si evinceva che erano state omesse ben 33 fatture, non liquidate nonostante servizio e beni resi, per un importo totale di 253.000. Inoltre, nella documentazione comunicata all'ente la cessione di parte del credito vantato da Telecom a Microcredito italiano per un importo di 153.000 euro.

Palazzo di Città richiedeva ulteriori chiarimenti a Telecom Italia per definire la propria posizione e procedere agli adempimenti necessari, previa verifica dell'effettiva erogazione del servizio da parte dell'azienda. Il dirigente della Polizia locale, Leonardo Cuocci Martorano, ha dovuto ricostruire tutti i passaggi dalla vicenda (poiché all'epoca non era ancora in servizio presso il Comune di Trani) per comprendere l'effettiva esistenza di quel debito e cosa lo avesse generato.

La ricerca ha consentito di verificare che la società telefonica vantava legittimamente quel credito e, pertanto, il dirigente comunicava la disponibilità del Comune a definire transattivamente l'intera posizione debitoria.

Si perveniva così all'atto di transazione tra Comune di Trani, Intesa Sanpaolo (già Microcredito italiano) e Telecom Italia, in cui le parti raggiungevano l'accordo del versamento, da parte del Comune, di un importo complessivo di 225.000 euro da corrispondere in due rate: la prima, già liquidata, era stata di poco meno di 98.000 euro; la seconda, di poco superiore a 127.000 euro, sarà liquidata a seguito della delibera approvata dal consiglio comunale.

In questa maniera il Comune di Trani è riuscito a centrare due significativi obiettivi: il primo, la riduzione del debito di quasi 30.000 euro, grazie alla transazione effettuata; il secondo, attraverso l'immediato riconoscimento del debito stesso fuori bilancio da parte del consiglio comunale, l'avere evitato l'aggravio delle spese attraverso gli interessi legali.

È questa la filosofia che sta accompagnando da cinque anni l'amministrazione Bottaro, che puntualmente porta in consiglio comunale tutti i debiti fuori bilancio a seguito di sentenze esecutive e, come in questo caso, transazioni con le parti.


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