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«Sistema Trani», sfilano i testi della Vigilanza notturna. E non solo

Sono stati i dipendenti a vario titolo della Vigilanza notturna tranese i testi ascoltati ieri nel corso della nuova udienza del processo «Sistema Trani», che vede imputati alcuni fra amministratori e funzionari del Comune di Trani, più altri, nell'epoca dell'amministrazione del sindaco Luigi Riserbato.

Come è noto, si tratta di un procedimento che vede unificati due filoni di indagine, rispettivamente del 2014 e 2016, nei quali uno dei denominatori comuni è proprio la cooperativa delle guardie giurate della nostra città.

Insieme con loro, ascoltati sia dalle difese, sia dal Pubblico ministero, vi è stata anche la dichiarazione dell'avvocato Pasquale Serrone, ex legale del presidente dei metronotte, Vincenzo Giachetti, di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Infatti, durante le indagini era emerso che Giachetti avrebbe riferito al suo legale di essere stato oggetto di una richiesta di tangente: per questo motivo il professionista era stato citato come teste dal pubblico ministero che istruì l'inchiesta, Michele Ruggiero.

Tale circostanza, però, non sarebbe stata possibile proprio in considerazione dell'esercizio delle funzioni dell'avvocato Serrone, che è stata riconosciuta ieri in aula di udienza. Assente giustificata, invece, un'ex dipendente degli uffici giudiziari, moglie di Giachetti.

Ascoltato anche un ex funzionario del Commissariato di pubblica sicurezza, al quale Riservato avrebbe confidato, secondo il fascicolo, che nella commissione giudicatrice per l'appalto della vigilanza degli immobili comunali avrebbe «messo gente onesta». Nell'aula il teste ha chiarito la sua versione: «Non mi fu detto che "avevano messo loro",  ma che "erano stati determinati" dal dirigente».

Per quanto riguarda la delicata questione del controesame del funzionario della Digos di Bari, Michele Tisci, venuto a mancare nei mesi scorsi dopo l'esame del Pubblico ministero, Marcello Catalano, l'orientamento delle difese è di fare emergere eventuali lacune e contraddizioni, rese in quella occasione dal teste, in un secondo momento del processo.

La prossima udienza è stata fissata al 4 febbraio.

(foto di repertorio)


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