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Comune di Trani, Amiu e i conti da fare quadrare: si studia il modo di realizzare gli stessi servizi senza aumentare i costi

L'affidamento «in house» del servizio di igiene urbana da parte del Comune alla sua azienda partecipata Amiu deve restare sempre improntato a criteri di efficienza, efficacia ed economicità. Sui primi non ci piove, perché Amiu i servizi li svolge impeccabilmente, ma sui costi si è aperta una riflessione che potrebbe preludere a non poche sorprese.

Lo si capirà con il prossimo contratto di servizio, che dovrebbe consentire di regolarizzare una serie di prestazioni che, recentemente, sono state pagate come extra. Da queste, almeno, resterebbero per il momento escluse le attività di sanificazione e contrasto alla diffusione del covid, che hanno determinato il recente riconoscimento da parte del consiglio comunale di un debito fuori bilancio di quasi mezzo milione, per l'esattezza 495.000 euro, ad oggi però coperti con i fondi ad hoc che lo Stato invia agli enti locali.

L'assemblea elettiva, però, ha approvato anche un altro debito fuori bilancio in favore di Amiu, di poco meno di 180.000 euro, per i seguenti servizi extra contratto: recupero della differenza della raccolta differenziata per il secondo semestre 2018 (6.886 euro); recupero spese per la consulenza dell'ingegnere Michele Bungaro (555 euro); smaltimento differenziato del secondo semestre 2019 (165.702 euro); rimozione amianto (6.450 euro).

Si ha notizia, inoltre, di corrispettivi aggiuntivi, per circa 700.000 euro, per adeguamenti di corrispettivi contrattuali e costi di trasporto.

Ma il punto nodale è il costo del servizio di video trappole ed ispettori ambientali, con una previsione per il 2021 di oltre 185.000 euro. Tale servizio, peraltro, dovrebbe autofinanziarsi con i proventi delle infrazioni accertate: se queste, però, non coprissero i costi il Comune dovrebbe ricapitalizzarli e si profilerebbe un ulteriore esborso fuori sacco. Ed è questo il motivo per cui, da settimane, il servizio è stato bilateralmente sospeso.

Anche il porta a porta notturno si è fermato: dopo l'avvio sperimentale della raccolta dei rifiuti nottetempo, da alcune settimane gli operatori di Amiu escono all'alba e, di conseguenza, per le strade è possibile ritrovare molti carrellati e mastelli ancora pieni nell'attesa del ritiro. Anche in questo caso vi sarebbe un problema di costi aggiuntivi, evidentemente non coperti.

Si parla di una rimodulazione del contratto di servizio, con la previsione di un incremento del costo stimato in circa 300.000 euro l'anno. Tale ipotesi, però, porrebbe in discussione l'auspicata riduzione della Tari e gli equilibri dello stesso contratto di servizio, che era stato calibrato sulla base di una percentuale di differenziata del 65 per cento.

Ebbene, in considerazione del fatto che la percentuale si sta assestando intorno al 78 per cento, accrescendone i benefici, fino a quale punto ci si può spingere con l'incremento dei costi? E quanto, piuttosto, si può lavorare per tagliarne di eccessivi?

Conoscendo il rigore dell'Amministratore unico di Amiu, Gaetano Nacci, e se le indiscrezioni circa la chiusura del bilancio dell'azienda con un utile di circa 200.000 euro dovessero presto trovare conferma, a maggior ragione il rapporto fra Comune di Trani e la sua partecipata dovrà essere viepiù improntato ai già richiamati principi di efficienza, efficacia ed economicità, presupposto imprescindibile dell'affidamento di un servizio «in house» che, come tale, deve convenire e non sfociare in un danno erariale di cui nessuno avverte il bisogno, men che meno in questo periodo storico così delicato.


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