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Asili nido, centri per disabili e per anziani, Centrone: «Famiglie costrette a pagare rette o a non usufruire dei servizi»

La nostra città non dispone neppure di un asilo nido statale, ragione per la quale tutti i genitori (lavoratori e non) che necessitano di fruire di siffatto servizio devono necessariamente rivolgersi a strutture private. Questa la premessa dalla quale è necessario partire prima di raccontare l'ennesima “stortura” del nostro sistema le cui conseguenze, ahi noi, questa volta le pagano i nostri bambini e le persone più deboli e vulnerabili.

Lo stato garantisce, entro determinate soglie reddituali (ISEE sotto 40.000 euro), delle agevolazioni e contributi per il pagamento delle rette degli asili nido; agevolazioni che, soprattutto in una città che (come la nostra!) non dispone di strutture pubbliche, sono assolutamente necessarie per consentire la fruizione del servizio a tante famiglie non abbienti. In ragione della ammissione a siffatte “agevolazioni”, come comunicato dalle varie strutture a settembre dello scorso anno, molte famiglie tranesi hanno iscritto i propri figli agli asili nido cittadini ed li hanno fatto frequentare le suddette strutture. Ebbene, gli scorsi giorni sono stati momenti di grande fermento per molte famiglie tranesi che hanno avuto l'amara notizia dalla direzione delle strutture private agevolate che, entro una settimana, dovranno scegliere:

  1. se pagare un'ingente rata (oltre, eventualmente, il rimborso di cifre esorbitanti per i mesi passati) oppure
  2. “ritirare” i propri figli dalle strutture in corso d'anno.
    Le stesse strutture private hanno, infatti, comunicato l'esclusione di molti bambini dal piano di agevolazioni regionali ed hanno, come detto, posto le famiglie dinanzi ad una scelta: integrare le rate pregresse (una media di circa 6.000 euro a famiglia - a seconda delle strutture e del
    reddito) ed il pagamento della rata intera per i mesi a seguire o l'esclusione dei piccoli dalle struttura. L'ipotesi della esclusione dei bambini dalle strutture non è meno grave della prima alternativa.

    Difatti, l'allontanamento in corso d'anno dei piccoli non tiene conto della della “costrizione morale” dinanzi alla quale si pongono molte famiglie (alcune delle quali non hanno assolutamente la possibilità economica di far fronte alla rata intera) che sono poste dinanzi alla pensosa alternativa tra pagare rate talvolta insostenibili o privare i propri figli della serenità e quotidianità maturata da mesi. La responsabilità di tutto questo è della regione o della amministrazione comunale? Non è dato saperlo.

    Fatto sta che il silenzio dimostrato sino ad ora dinanzi a questa problematica ed il rimbalzo di responsabilità rende tutti un po' complici a discapito dei più deboli. Certamente la Nostra amministrazione comunale ha la sua buona dose di responsabilità nella misura in cui le graduatorie di ammissione dei bambini “con agevolazione” sarebbero dovute essere controllate molti mesi prima e, certamente, non a fine febbraio. Questo avrebbe, certamente, consentito di evitare l'esclusione in corso d'anno di bambini già inseriti e didatticamente già avviati ad un percorso formativo. La conseguenza di queste storture le pagano oggi, a caro prezzo, i nostri concittadini più piccoli e le loro famiglie che si trovano a dover scegliere se privare i propri figli della serenità e quotidianità maturata o pagare rette esorbitanti che, purtroppo, in tanti non possono permettersi!

    Questa scelta purtroppo ha, anche, un ultimatum che scade questa settimana: dal primo marzo tutti a casa! La medesima amara situazione è vissuta, anche, da molti centri per disabili ed anziani, ed ancora una volta, ne pagano le conseguenze le persone più fragili e vulnerabili.
    Viene da chiedersi se il “piano di distribuzione del denaro pubblico” che, a quanto pare, ha posto sullo stesso piano le predette strutture (asili nido e centri per disabili ed anziani) con i centri ludici pomeridiani non vada rivisto al fine dare la giusta priorità a quei servizi davvero essenziali che non possono essere dimenticati in una società civile e democratica. Mi auguro che la Nostra amministrazione si faccia concretamente carico di questo problema in tempo utile per sollevare tante famiglie da questa scelta didatticamente discutibile e moralmente penosa!

    Michele Centrone, consigliere comunale.

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