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Associazione per delinquere e frode fiscale, la guardia di Finanza di Trani concorre all'arresto di un uomo a Bisceglie

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari - con la collaborazione delle Compagnie della Guardia di Finanza di Foggia, Trani e Ravenna - ha eseguito 4 “ordini di carcerazione” emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso
la Corte d’Appello di Bari - Ufficio Esecuzioni Penali - nei confronti di 4 soggetti condannati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere e frode fiscale. Nello specifico la Guardia di Finanza di Trani ha arrestato un soggetto di Bisceglie.

Trattasi, in particolare, di: L.E. (classe 1949), promotore ed organizzatore di un’associazione criminale finalizzata alla commissione di frodi fiscali in danno dell’Erario e dell’Unione Europea, nonché responsabile di fatto di un’impresa emittente fatture per operazioni inesistenti, condannato a scontare la pena residua di anni 3, mesi 1 e giorni 21 di reclusione; S.R. (classe 1967), partecipe di un’associazione criminale finalizzata alla commissione di frodi fiscali in danno dell’Erario e dell’Unione Europea, condannato a scontare la pena residua di mesi 9 di reclusione; M.V.S. (classe 1969), promotore ed organizzatore di un’associazione criminale
finalizzata alla commissione di frodi fiscali in danno dell’Erario e dell’Unione Europea, nonché gestore di fatto di un’azienda utilizzatrice di fatture per operazioni inesistenti, condannato a scontare la pena residua di anni 1, mesi 6 e giorni 20 di reclusione; C.L. (classe 1964), partecipe di un’associazione criminale finalizzata alla commissione di frodi fiscali in danno dell’Erario e dell’Unione Europea, quale amministratore di una società illecitamente interposta tra le imprese coinvolte nelle frodi fiscali, condannato a scontare la pena residua di anni 1, mesi 2 e giorni 7 di reclusione. Nei confronti dei suddetti la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bari ha disposto, altresì, la sospensione dell’esecuzione della pena detentiva.

La presente attività costituisce l’epilogo di una “tranche” delle complesse indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari (“Operazione Baccus”), in esito alle quali il Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata Roma, il G.I.C.O. Bari e la Compagnia della Guardia di Finanza di San Severo nonché la Squadra Mobile della Questura di Foggia, in data 11.06.2012, eseguivano un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, nei confronti di 24 soggetti (di cui 17 in carcere e 7 agli arresti domiciliari). Contestualmente la locale Direzione Distrettuale Antimafia - con proprio provvedimento di urgenza - disponeva il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per sproporzione e per equivalente, di beni e disponibilità finanziarie nei confronti degli indagati.

Le investigazioni - svolte, essenzialmente, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali nonché accertamenti bancari - permettevano di disvelare l’esistenza di un’associazione criminale, con base operativa in provincia di Foggia, finalizzata alla commissione di molteplici e gravi fattispecie delittuose, tra le quali l’usura e l’estorsione, aggravate dal metodo e dalla finalità mafiosa, nonché di frodi fiscali in danno dell’Erario e dell’Unione Europea attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti da parte di numerosi soggetti economici controllati dal sodalizio anche per il tramite di “prestanome”.

Ingegnoso è risultato il modus operandi adottato dall’organizzazione criminale: le imprese “cartiere” foggiane emettevano fatture per operazioni inesistenti - in relazione a fittizie forniture di mosto - in favore di una società vitivinicola con sede a Ravenna collegata all’organizzazione criminale che, in questo modo, acquisiva ingenti crediti fiscali nonché il diritto ad accedere ad aiuti comunitari erogati dall’AGEA. Quindi, la società ravennate pagava tali forniture fittizie alle imprese “cartiere” foggiane - con bonifico e maggiorazione dell’I.V.A. - impiegando disponibilità finanziarie provento delle attività illecite commesse dall’organizzazione criminale e, nel contempo, conseguiva indebiti rimborsi fiscali per oltre 11 milioni di euro e illeciti contributi comunitari per oltre 18 milioni di euro.


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