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Impianto di trattamento del percolato a Trani, Barresi: «I cittadini si riprendano il diritto di dire la loro»

Per un cambio di passo, per controllare e accompagnare il cambiamento del nostro Paese e della nostra città, dovremmo chiedere che nella scuola italiana si insegni, anche, a leggere e a controllare l’Albo Pretorio.

Inserire questa materia comporterebbe una maggior presa di coscienza, da parte dei cittadini, su ciò che accade nella vita amministrativa della propria città, un maggior controllo e una conseguente presa di posizione nei confronti dei problemi che attanagliano un paese e verso le soluzioni incomprensibili e inaccettabili che ci troviamo a subire.

In questo momento, cari concittadini, stiamo subendo un abuso da parte di chi ci amministra e voi non potete far finta di non vedere e non sentire che, la Democrazia nella nostra città è venuta meno dal momento che c’è chi la fa da padrone nelle nostre partecipate, dal momento che si amministra con poca trasparenza, dovete sapere che, si decide con arroganza di colpire la Democrazia e non solo, perché questo modus operandi pugnala alle spalle il popolo tranese. E’ inutile ricordare, a chi vuol dare un’interpretazione personale allo Statuto dell’Amiu, che l’articolo 1 comma 2°  stabilisce che l’azienda Amiu, in ogni caso, non deve operare al di fuori della competenza territoriale ( per territoriale si intende nel territorio di Trani) e con questo mi riferisco alla sanificazione di una scuola privata di Bari.

Oltre questa vicenda dovete ricordare che il 18/ 01/2019 il dipartimento di mobilità qualità urbana e di opere pubbliche,ecologia e paesaggio della Regione Puglia recepisce dall’amministrazione Bottaro la disponibilità alla realizzazione e gestione di un impianto per il trattamento del percolato a Trani e non solo, ora accettando che venga realizzato, oggi, un impianto SOLO PER LA NOSTRA CITTÀ, non  comprendiamo perché debba servire a tanti altri paesi della regione Puglia che non lo hanno voluto sul loro territorio.

I Tranesi si dovrebbero chiedere perché l’ex assessore all’ambiente, giustificando la realizzazione dell’impianto di percolato di un certo volume non parla di dati aggiornati ad oggi e perché non parla di una discarica dove il I e II lotto sono stati chiusi e sul  terzo si sta completando la chiusura?

Perché non dice che la discarica, quando era aperta, produceva 20 mila mc di percolato all’anno e che ci risulta incomprensibile comprendere come l’accordo di programma tra Ministero dell’ambiente, Ager  (Regione Puglia per la realizzazione di intervieni per i servizi e la gestione dei rifiuti)  specifica che Trani si doti di una piattaforma di 60 mila tonnellate all’anno?

Ammettiamo che i tranesi siano d’accordo (non vedo molti stracciarsi le vesti per impedire tutto ciò) a ricevere sul loro territorio il percolato di molti comuni, perchè regalare il terreno, dove verrà ubicato l’impianto, all’AGER ? oltre il danno la beffa ! A questo punto potremmo pensare ad un referendum! Ma per noi non è possibile ed ecco che arriva il punto doloso che mette a nudo tutta la prepotenza di questa amministrazione a voler annientare, eliminare e estirpare come se fosse un’erba gramigna, la libertà dei cittadini tranesi  nel decidere e nel fare le proprie scelte su determinate situazioni.

Infatti a Trani l’amministrazione dichiara inammissibile il referendum, solo perché la stessa non procede ad aggiornare lo Statuto Comunale, eliminando  la figura del difensore civico abrogata nel 2009, in pratica con questa scusa l’amministrazione comunale annienta la democrazia partecipata nel Comune di Trani, contrastando quanto afferma il Consiglio di Stato.

Dunque, cari cittadini responsabili, che ne pensate di riprenderci legalmente il diritto di dire la nostra?

Anna Maria Barresi


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