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Eco del cuore, il libro d'esordio dell'autrice tranese Raffaella Lavacca

Il 30 giugno scorso è uscito il primo libro di Raffaella Lavacca intitolato "Eco del Cuore" della casa editrice Women Plot. Il libro della giovane tranese sarà presentato il 9 luglio alle 19.30 al Polo Museale in piazza Duomo. Di seguito l’intervista all’autrice.

Nelle tue poesie analizzi aspetti diversi dell’amore, da quello che provoca felicità a quello che invece è causa di dolore. Per approfondire questo tema tu hai fatto riferimento al mito di Narciso. Infatti, nell’introduzione scrivi che è proprio Eco il personaggio da cui trai ispirazione. In che modo?

Eco e Narciso è il mito che mi ha ispirato per lo sviluppo del libro. A livello autobiografico mi identifico molto nella figura di Eco e, quindi, nell’amore non corrisposto. Cerco di dare finalmente una voce a Eco perché lei, nel mito, non ha potuto dare esprimere i propri sentimenti, ma solo quelli di Narciso e degli altri.

Leggendo il tuo libro, le poesie sembrano delle vere e proprie storie, ricordano quasi il flusso di coscienza di Svevo o di Joyce. Ci sono degli autori che hai preso come punto di riferimento?

I due autori a cui hai fatto riferimento sono stati importanti a livello liceale quando li ho studiati a scuola, come anche Virginia Woolf. Il flusso di coscienza nel libro diventa “eco del cuore”, il sentimento che risuona in ognuno di noi di fronte a un oggetto, situazione o persona che ci riporta a un’esperienza passata.

Nei tuoi versi sei molto precisa: riprendi date, luoghi e anche mesi in maniera dettagliata. Quanto di vero c’è in questi dettagli e quanto invece è frutto di invenzione?

Le poesie in cui inserisco date o mesi specifici si riferiscono a fatti personali reali avvenuti in quel preciso lasso di tempo. A volte ho voluto omettere momenti specifici della mia vita perché non volevo che il libro diventasse troppo autobiografico. Vorrei, infatti, che il lettore si possa riconoscere nelle mie poesie.

Che Raffaella ritroviamo alla fine del libro?

Sicuramente più sicura di se stessa: le poesie sono state scritte nell’arco di 10 anni, nella fase pre e adolescenziale. In passato sono stata molto più insicura e ho riversato il mio tormento su fogli di carta. Adesso, invece, è evidente la mia crescita personale.

Guardando un po’ quello che sta succedendo all’editoria, anche locale, sono stati pubblicati negli ultimi tempi diversi libri di poesie. Molto spesso, come nel tuo caso, ad approcciarsi alla poesia sono i ragazzi molto giovani. Secondo te cosa differenzia la poesia rispetto a un racconto o un romanzo?

La poesia permette al lettore di immedesimarsi molto di più rispetto al romanzo, le poesie sono più intime e sentimentali. Sono parole che senti tue perché hai vissuto quelle esperienze e quindi riesci a riconoscerti in quei versi. Nel mio caso, spero che i lettori possano provare questa eco del cuore.

Clicca qui per ascoltare l’intervista.


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