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Riparte la scuola, gli psicologi: «Ripensare il sistema, gli studenti al centro»

La scuola riparte tra nuove regole e obblighi per contenere il contagio da Covid 19. La discussione degli ultimi due anni si è concentrata sulla sicurezza sanitaria e poco sull’organizzazione strutturale della scuola stessa. Gli psicologi di Puglia accendono i riflettori sulla necessità di ripensare la formazione degli uomini e delle donne di domani.

“Gli psicologi possono dare un contributo di innovazione nella società e nella scuola alla concezione di educazione e di formazione del cittadino. Gli psicologi nella scuola hanno dimostrato l’efficacia, particolarmente in questi ultimi due anni, di uno sviluppo collaborativo a tutto campo con i dirigenti scolastici, il personale scolastico e gli alunni; potremmo finalmente riuscire a raggiungere un livello scolastico, educativo e formativo, che conduca gli alunni alla consapevolezza, all’acquisizione di competenze sociali, affettive, relazionali e comunicative”, così sostiene Massimo Frateschi, coordinatore della commissione psicologia scolastica dell’Ordine degli Psicologi di Puglia. “Ai ragazzi e alle ragazze che frequentano gli istituti scolastici possiamo offrire opportunità di crescita per lo sviluppo della propria creatività, del proprio ingegno e delle proprie intuizioni e risorse”.

Il percorso scolastico se viene legato solo ai “numeri” non rispetta, secondo gli psicologi, le esigenze degli studenti, anzi potrebbe essere causa di malessere. “Il valore numerico del voto è un dato da considerare in un insieme articolato di aspetti di valore qualitativo multidimensionale personale di uno studente. La valutazione numerica può generare, eventualmente, ansia negli studenti e negli insegnanti stessi. In qualche modo è come se definissimo con dei numeri gli studenti sia in senso positivo che negativo. La persona così non è più tale, nella sua interezza e identità, bensì rischia di essere ridotta solo ad un concetto numerico. Quindi, è bene tener presente che tutta la complessità umana del bambino, delle sue potenzialità, delle sue capacità e abilità è molto più ampia e profonda” continua Frateschi.

Modelli adottati nel nord Europa offrono spunti interessanti per ristrutturare il sistema scuola: “In alcuni contesti si lavora sui dipartimenti, non per assi verticali (classi per età), ma per aree di interesse, composizione interclassi e di gruppo, per cui, per esempio, per ambiti specifici trasversali di una o più materie si potrebbero coinvolgere attivamente, per micro gruppi e macro gruppi, i ragazzi della quinta elementare e quelli della prima media, sviluppando una partecipazione attiva e motivata e implementando le conoscenze e la collaborazione attraverso l’esperienza diretta individuale e di gruppo, secondo modalità strategiche flessibili, tra cui le modalità di “cooperative learning”, “mastery learning”, “peer education”, “focus group”, ecc.”.

“Una funzione del docente, per esempio, non è più solo quella di chi dà informazioni, trasmette dati e istruisce, ma anche di chi motiva, costruisce e coinvolge dei gruppi classe e attualizza le competenze di ogni soggetto pienamente partecipe, in funzione di quelle che possono essere le conoscenze, le competenze e le potenzialità condivisibili degli altri. È il gruppo che costruisce sinergicamente apprendimento e socializzazione, sotto la supervisione e l’animazione del docente. Questo comporta anche una rivisitazione ed un arricchimento del processo di formazione del docente”, spiega il coordinatore. Ma per proporre un sistema simile andrebbero rivisti anche l’organizzazione, le modalità, gli spazi e i tempi: “I docenti lavorano, spesso, in delle classi chiuse, invece di avere la possibilità di utilizzare anche il territorio come ambiente di apprendimento e socializzazione; ciò è importante, per esempio, ai fini della storia e della geografia, per riflettere sulla comunità territoriale; si potrebbero ricostruire la storia, la geografia, gli spazi e i tempi, a partire dall’ambiente di provenienza, dal clima del contesto e dell’organizzazione comunitaria, familiare, scolastica. La nostra comunità si è sviluppata da una tradizione creativa contadina, artigianale e commerciale, ecc.; è una tradizione fondamentale e preziosa. Noi possiamo comprendere meglio la nostra storia e geografia e possiamo favorire la promozione del territorio, partendo dalle origini naturali e culturali. Si potrebbe, in questo modo, ripensare ai contesti di apprendimento e socializzazione, comprendere consapevolmente, condividere, promuovere e sviluppare il benessere del sistema, dell’organizzazione e dell’ambiente comunitario, grazie al contributo della scuola” conclude Frateschi.


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