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L'onorevole Galantino (Fdi) e il Sappe rilanciano l'allarme sul carcere di Trani: «Ci sono 200 poliziotti a fronte di 400 detenuti»

Il carcere di Trani, un tempo fiore all’occhiello dell’amministrazione penitenziaria, è diventato un penitenziario colabrodo per colpa del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che man mano ha smantellato ogni presidio di sicurezza riducendo l’organico della Polizia penitenziaria dalle 350 unità del 2000 alle circa 200 attualmente in servizio.

Peraltro ultimamente, senza inviare personale, hanno deciso di aprire il nuovo padiglione, circostanza che ha reso ulteriormente critica la situazione.

La recente evasione di due detenuti non è stato altro che il sigillo su una situazione non più gestibile nonostante l’impegno, la professionalità, e la correttezza  dell’attuale responsabile della sicurezza commissario, De Pinto, e dei poliziotti in servizio a Trani.

Questo impegno per cercare di governare il carcere di Trani, al fine di riportarne la legalità, è stato pagato duramente dal predetto commissario, a cui era stata precedentemente incendiata l’auto sotto casa.

In questo clima così drammatico per il carcere tranese l’onorevole Davide Galantino (di Fratelli d’Italia, ndr) ha voluto visitare il penitenziario per raccogliere direttamente dalla voce dei protagonisti  e dal nostro sindacato, il più rappresentativo della polizia penitenziaria,  il grido di aiuto dei lavoratori penitenziari che non ce la fanno più.

Questa, infatti, non è stata la solita passerella cui ci hanno abituato i politici, bensì un confronto serrato, duro, ma anche franco e cordiale, in cui sono state sviscerate tutte le problematiche che attanagliano il carcere di Trani: carenza del personale; sovraffollamento dei detenuti; carente assistenza sanitaria; necessità di tornare a chiudere al più presto la sezione blu.

Durante il confronto abbiamo lamentato il comportamento di una certa politica  che si preoccupa dei diritti dei detenuti, ma non delle vittime dei reati, senza mai porre l’accento sui doveri che ogni persona detenuta deve rispettare per accedere ai benefici.

L’onorevole Galantino ha poi voluto visitare il carcere per rendersi conto di persona delle criticità denunciate e constatare la grave carenza di poliziotti penitenziari che ha portato la sicurezza a livelli molto bassi: come è possibile garantire la sicurezza del carcere se spesso, nelle ore serali e notturne, non ci sono più di dieci unità in servizio che devono gestire 400 detenuti?

Al termine dell’incontro il parlamentare si è detto «molto scosso» per avere toccato con mano le criticità di un mondo che viene spesso romanzato, ma mai raccontato con correttezza, dipingendo i  poliziotti  penitenziari come torturatori, gente senza scrupoli e massacratori.

L’onorevole Galantino  si è detto «pronto a lavorare per ridare alla Polizia penitenziaria quell’onore e quella dignità che qualche episodio (vedi Santa Maria Capua Vetere) non può né offuscare, né cancellare. Chiederò di conoscere il perché il carcere di Trani ed i poliziotti che ci lavorano siano stati lasciati soli a combattere senza mezzi, uomini, e risorse».

Il Sappe ringrazia l’onorevole Galantino per la disponibilità mostrata e l’impegno che vorrà mettere per restituire serenità al carcere di Trani ed ai poliziotti che ci lavorano.

Federico Pilagatti (segretario nazionale Sappe)


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