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Al Dino Risi lo spettacolo sulla vita del padre del folk Matteo Salvatore: appuntamento sabato

"Il bene mio", lo spettacolo di teatro-canzone sulla vita del padre del folk Matteo Salvatore con Cosimo Damiano Damato, Erica Mou e Mimmo Epifani approda al Circolo Dino Risi di Trani (appuntamento sabato 4 dicembre alle 21 - info 330 653174 - posti limitati). 

“Il Bene mio, Matteo Salvatore l’aedo naif”, nato dalla collaborazione drammaturgica a quattro mani fra Raffaele Nigro e Cosimo Damiano Damato, è uno spettacolo nella sua terza versione – andato in scena la prima volta nella stagione 2011-2012 con Marco Alemanno e Lucio Dalla e poi con Moni Ovadia sempre con la sapiente regia poetica di Damato e la produzione coraggiosa di Marcello Corvino. E questa volta è lo stesso autore ad affrontare il canovaccio e “a donargli una veste più civile – come ha scritto il critico Nicola Morisco sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” - e allo stesso tempo senza tradire il registro popolare e più rigoroso concedendo solo un sorprendente movimento di voce nella migliore tradizione del teatro-canzone  di narrazione”. Con Damato in scena Erica Mou “capace di riconsegnare quell’aura cantautorale al repertorio del banditore del Gargano” e poi uno sciamanico Mimmo Epifani, “forse il più grande mandolinista italiano, che sembra uscito da una canzone dello stesso Matteo del quale è l’unico vere erede artistico sia per teatralità che storia artistica”.

Il copione de “Il bene mio” è stato pubblicato anche in un volumetto in edizione limitata dalla storica casa editrice Acquaviva fondata dal poeta e filosofo Giuseppe D’Ambrosio Angelillo. “Mi sono meravigliato della sua poetica, sembrava che avesse letto i poeti popolari. Ho trovato delle similitudini fra le sue canzoni e quelle dei contadini cubani. Le quattro stagioni del Gargano è uno dei grandissimi capolavori della musica popolare”. Queste le parole di Renzo Arbore sulla poetica del cantore Matteo Salvatore, forse il vero padre dei cantautori italiani, che ha in qualche modo ha aperto la strada a Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Pino Daniele e Vinicio Capossela.

“L’anima del Sud impregna le canzoni di Matteo Salvatore, un’autentica bandiera sociale, per il modo in cui ha condotto la propria esistenza. Un artista che ha conferito alla sua musica una forte funzione provocatoria di denuncia”. Così un commosso Lucio Dalla presentava lo spettacolo teatrale Il bene mio, l’ultima volta al teatro Petruzzelli venti giorni prima del suo volo. " C’è una generazione di narratori, poeti e cantanti che la Puglia si sta lasciando alle spalle, scordandoseli nella foga di emanciparsi dal suo passato, dalle sue radici – scrive nella prefazione Davide Carlucci - Dunque, esiste una specie di “militanza della miseria”, che è come un filone dannato, l’intima essenza del racconto più profondo della nostra terra, scavata nella cave di marmo ai piedi del Gargano, nella terra secca, nei rari fiumi asciutti, nei solchi calcarei non ancora sporcati dalla plastica e dalla monnezza delle generazioni voraci che arriveranno dopo....Cosimo Damiano Damato va a cercare questi uomini e queste donne, distillando amore tra gli scarti, e li riporta nella chiarezza di un canto e di una parola detta come una luminosa novità a spettatori che non sanno nulla di quanti drammi, di quanta vita si sia consumata con anarchica allegria in stanze tristi per evaporare poi nella più sublime delle poesie”.


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