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Sicurezza nella Bat, D'Alberto (Cgil) scrive alle ministre Lamorgese e Cartabia

Gli echi degli episodi criminali maturati in questi ultimi tempi nella più piccola delle province pugliesi, la Barletta Andria Trani saranno stati certamente portati alla vostra attenzione. Succede sempre, un po’ dappertutto, che quando c’è un attentato o un grave episodio criminale, qualcuno invochi il rafforzamento degli organici dei presidi di sicurezza. Succede anche nei territori dotati di uomini e mezzi sufficienti.

La provincia di Barletta Andria Trani però sconta una serie di limiti che la fa diventare un po’ più fragile rispetto a tante altre. È l’ultima nata nel primo decennio di questo secolo e non è mai riuscita a consolidare un proprio profilo definito. Sconta l’assenza di molti uffici provinciali di riferimento, dall’Ispettorato del lavoro alla Motorizzazione civile passando per l’Ufficio scolastico regionale. Giusto per citarne qualcuno. Tra l’altro, l’attuale circondario giudiziario non è corrispondente al territorio provinciale. Un cantiere aperto dove si fa fatica a fare passi in avanti come comunità, dando l’impressione, e non solo, di vivere una condizione di precarietà permanente. Una provincia incompiuta. Forse anche per questo la provincia Bat appare il vero ventre molle della Puglia, permeabile purtroppo a scorribande criminali. Qualche piccolo passo in avanti è stato certamente fatto. L’avvio della Questura, dei comandi provinciali di Guardia di Finanza e Carabinieri sono senz’altro un segnale importante. E di questo va dato merito al Prefetto, sua eccellenza Maurizio Valiante per l’impegno profuso.

Ma il territorio di questa provincia è caratterizzato da quasi tutti i fenomeni delittuosi che attraversano la nostra società: dagli episodi di criminalità rurale, al triste primato nazionale dei furti d’auto, dai sequestri di persone lampo, di cui abbiamo appreso dalla stampa nei giorni scorsi al traffico di sostanze stupefacenti. La Bat vive anche un disagio sociale diffuso rispetto a tutte le province pugliesi legato ad altri tristi primati: sul tasso di disoccupazione, nel lavoro sommerso e sull’evasione scolastica. Agli ultimi posti invece per quanto riguarda l’indice di ricchezza e purtroppo anche come peso politico. Tutte condizioni che finiscono inevitabilmente per allargare il bacino dell’allarme sociale percepito.

A seguito dei recenti fatti di cronaca accaduti in questa provincia, abbiamo appreso dalle dichiarazioni di autorevoli esponenti del territorio che il Ministero della Giustizia ed il Ministero degli Interni stanno lavorando per garantire più risorse umane e maggiori
strumenti di controllo. La nostra preoccupazione è che si pensi che il tutto si possa risolvere spostando nella Bat 15/20 unità in più di donne e uomini delle forze dell’ordine per “tacitare la piazza” e poi ritornare alla ordinaria normalità dei problemi quotidiani. A nostro avviso, non basta far riferimento alle tradizionali “piante organiche”, spesso costruite in tempi e momenti diversi che nulla hanno a che fare con il reale fabbisogno di un contesto che evolve sempre più, imbruttendo i suoi indicatori peggiori. Partendo dai suoi numeri, dalla continua crescita dei fenomeni delittuosi, dalla popolazione residente, dalla dimensione delle articolazioni criminali, nasce da lì la giusta proposta di dimensionamento delle forze di contrasto. Ecco perché il metro di misura non può essere la “pianta organica” , troppo datata per rispondere alla necessità di questo territorio. In Parlamento è appena avviata la discussione sulla Legge di Bilancio, siamo dunque nella condizione migliore per ragionare su una programmazione più aggiornata delle dotazioni
delle varie piante organiche sia delle Forze dell’ordine che degli Uffici giudiziari.

Gentilissime Ministre, questa provincia merita la vostra attenzione. Confidiamo nell’autorevolezza e nella stima che il popolo italiano vi riconosce e siamo certi che saprete rispondere alle necessità di questo territorio nella giusta misura e con l’equilibrio che vi contraddistingue.

Biagio D’Alberto, Segretario generale Cgil Barletta Andria Trani


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