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Sull'ex hotel Royal non deciderà un commissario: dopo il Tar dovrà esprimersi il Comune di Trani

Non ci sarà alcun commissario ad acta a decidere il destino dell'ex Hotel Royal al posto delle istituzioni. Lo ha disposto la Seconda sezione del Tar Puglia, pronunciandosi sul ricorso proposto dalla società Holiday, rappresentata dall'avvocato Vito Zaccaria, contro il Comune di Trani, difeso dall'avvocato Michele Capurso, posizione organizzativa di Palazzo di Città e responsabile dell'ufficio legale dell'ente.

L'obiettivo era, appunto, la nomina di un commissario ad acta in relazione al ricorso già precedentemente proposto dalla società per la declaratoria della illegittimità del silenzio derivante dalla mancata conclusione del procedimento di rilascio del permesso di costruire, a seguito di un'istanza presentata dalla Holiday nel 2019.

Lo scorso 2 dicembre vi è stata la camera di consiglio presso il Tar, che ha preso atto del fatto che lo scorso 30 novembre il consiglio comunale non si è pronunciato sulla richiesta del cambio di destinazione d'uso dell'immobile, da alberghiera a residenziale.

Com'è noto, il sindaco Amedeo Bottaro aveva ritirato il provvedimento portato in aula, poiché sostanzialmente non sarebbe stato compito dell'assemblea elettiva esprimersi in merito, ma degli uffici competenti.

La causa di partenza, nell'udienza dello scorso 2 dicembre, è stata definitivamente trattenuta in decisione. Nell'immediato, però, il Tar ha stabilito il non luogo a provvedere sull'istanza di nomina di un commissario ad acta.

Infatti, «a prescindere integralmente da qualsiasi considerazione di merito sui provvedimenti adottati dall'amministrazione comunale - si legge nella sentenza -, tali provvedimenti costituiscono di per sé oggettivo esercizio del potere amministrativo. In relazione al caso di specie, essendosi in tal modo interrotto il silenzio accertato come illegittimo nella pronuncia del Tar dello scorso 5 ottobre 2021, ne consegue che non vi è luogo a provvedere sull'istanza di nomina di un commissario ad acta, per come introdotta dalla parte ricorrente, non trattandosi nel caso in esame di esercizio del potere reiteratamente omesso anche all'esito di una pronuncia che ne abbia antecedentemente stigmatizzato l'inerzia, ma di un autonomo nuovo potere astrattamente da considerarsi come non conforme alle aspettative ed agli interessi della società Holiday. Tale non conformità potrà ovviamente essere fatta valere nelle sedi sue proprie, non certamente in prosecuzione del precedente giudizio sul silenzio da considerarsi ormai chiuso».

La sentenza, firmata dal presidente Giuseppe Allegretta con a latere Donatella Testini e Lorenzo Ieva, sembra fare segnare un primo passaggio significativo in favore della conferma del vincolo alberghiero sullo stabile di via De Robertis.

L'atto di significazione e diffida trasmesso dalla società all'indirizzo di sindaco, segretario generale, dirigenti e consiglieri comunali, a poche ore dalla riunione dell'assemblea elettiva dello scorso 30 novembre, aveva introdotto nuove doglianze che hanno destato non poco scompiglio nel giorno di quella che sarebbe dovuta essere la decisione dell'aula.

Adesso la partita si giocherà sul terreno più squisitamente tecnico, e qui va detto che il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha già chiesto e ribadito la necessità di integrazioni documentali di natura tecnica da parte della società, dichiarando accoglibile il permesso di costruire limitatamente alle opere di ristrutturazione, viceversa non accogliendo la richiesta del cambio di destinazione d'uso da alberghiera a residenziale.

Secondo la Holiday, invece, come si legge nell'atto di significazione e diffida trasmesso ai consiglieri comunali, «l'atto di vincolo era stato apposto in assenza di qualsiasi presupposto normativo o regolamentare, sulla base di una indebita richiesta del Comune di Trani che nel 1991, a fronte di una vertenza sindacale dei dipendenti dell'albergo contestualmente alla richiesta di rilascio di altro permesso a costruire per l'edificazione sul lotto limitrofo di alcune unità immobiliari destinate a residenza privata, imponeva tale illegittimo peso a carico della Holiday».

Nella ricostruzione storica della società, «l'attività alberghiera era cessata nel 2015 solo a causa di un incendio che aveva devastato l'immobile, in conseguenza del quale la Holiday procedeva alla demolizione degli interni danneggiati e alla messa in sicurezza dello stabile».

La società fa forza sulla sentenza del Tar del 25 maggio 2021, che ha accolto il ricorso contro l'illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Trani in ordine alla richiesta di permesso di costruire.

Da qui un successivo atto per dolersi del mancato rispetto del termine indicato dal Tar, di trenta giorni, con la conseguente richiesta della nomina di un commissario ad acta.

Nell'atto di diffida la Holiday ha precisato che, «nel caso di mancata approvazione della proposta di deliberazione di presa d'atto revoca del vincolo, si vede esposta ad un danno economico concreto di 5 milioni di euro rispetto al valore commerciale dell'immobile con destinazione residenziale».


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