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Ambiente, Di Leo sul neo assessore: «Ci aspettiamo molto»

"Ci aspettiamo molto dal neo assessore all'ambiente. Lo ribadisco a chiare lettere: sinora la programmazione della amministrazione comunale in materia ambientale non mi piace, sin dall'inizio". A dirlo è il consigliere comunale Gianni Di Leo che punta l'attenzione sulla nomina di Pierluigi Colangelo come assessore all'ambiente e sul tema della discarica.

"La decisione, imposta dal dominante regime politico barese, di realizzare un impianto di trattamento del percolato a servizio di mezza Puglia, (lo ribadisco nonostante il negazionismo imperante di sindaco e dirigente), riutilizzando persino la chiusa discarica come recettore del 'concentrato" del percolato", cioè della parte più inquinante, non mi è mai piaciuta.

E Legambiente, nella persona del neo-assessore ha addirittura ipotizzato una "necessaria" riapertura della discarica, perché in tal modo sarebbe più confacente e "funzionalizzata" al ciclo di lavorazione dell'impianto di percolato.

Le parole a suo tempo utilizzate, in un articolo apparso nel marzo del 2021, furono testualmente "necessaria riapertura della discarica quale indispensabile elemento perché poi si possa addivenire a una pianificata chiusura della stessa che scongiuri nel tempo possibili danni ambientali".

È chiaro che quelle parole, oggi, con la nomina assessorile, assumono un valore politico concreto e ben diverso, e la dicono lunga su ciò che si vorrebbe far accadere con le opportune coperture".

Di Leo incalza: "Non mi è piaciuta la mancata progettazione dell'impianto di compostaggio, che certamente sarebbe molto più utile per il territorio e meno invasivo per l'ambiente, già programmato e abbandonato come idea. Non mi è piaciuta la mancata progettazione del potenziamento della Ricicleria, già programmata e abbandonata come idea.

Non mi è piaciuto il silenzio su quello che è realmente avvenuto in discarica, che provocò a suo tempo un inquinamento temporaneo del pozzo-spia all'interno dell'area dell'impianto, e in funzione del quale sono stati spesi forse illegittimamente molti soldi pubblici.

Non mi è piaciuto il metodo di raccolta differenziata porta a porta come è stato attuato, non mi piacciono le condizioni in cui versa la nostra città, senza peraltro nessuna prospettiva di passaggio da tassa a tariffa.

Non mi è piaciuta la gestione del verde cittadino, con gran parte del patrimonio arboreo preesistente lasciato in stato di abbandono (vedi su tutte Piazza della Repubblica e la defunta pinetina di via Andria, ma in genere tutta la città), oppure drasticamente eliminato (su tutti, i pini di via Malcangi, strada che era un tempo l'ingresso più bello nella nostra città e oggi una landa desolata)

Non mi è piaciuta la gestione di villa Bini e del Giardino Telesio, al momento due grandi occasioni sprecate per la città, emblema della "valorizzazione zero" del patrimonio pubblico.

In verità, su tutto questo non ricordo interventi pubblici di contestazione da parte del neo-assessore e di Lega Ambiente di cui fa/faceva parte, stranamente silente su tutti i problemi negli ultimi anni. Non mi è piaciuta la gestione delle piste ciclabili, abbandonate al loro destino. Insomma una mala gestione devastante che non ha precedenti nella storia recente della città".

Il consigliere conclude dicendo: "Sia ben chiaro che noi svolgeremo il nostro ruolo. Vedremo subito quali saranno le reali intenzioni della vecchia-nuova giunta comunale e quali saranno gli obiettivi ufficiali e ufficiosi che vorranno raggiungere. Noi vigileremo come sempre, fornendo ai nostri concittadini il nostro punto di vista, cercando di mantenere una nostra autonomia politica e di pensiero, refrattari come siamo alle imposizioni di altri padroni".


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