A soli trenta giorni dalle elezioni, la Giunta comunale di Trani sceglie di intervenire su uno dei temi più caldi e strategici per l'economia cittadina: la gestione delle concessioni demaniali marittime. Sebbene l'atto sia formalmente rivestito da motivazioni tecniche e scadenze normative, è impossibile non leggervi un provvedimento fortemente politico, che sembra voler "blindare" il futuro del litorale tranese prima del cambio della guardia a Palazzo di Città.
In Italia vige un principio di correttezza istituzionale consolidato, dopo l’indizione dei comizi elettorali, gli organi decadenti dovrebbero limitarsi alla sola ordinaria amministrazione o ad atti urgenti e improrogabili. La definizione degli indirizzi strategici per concessioni che avranno durata pluriennale esula chiaramente da questo perimetro. Tracciare oggi le linee guida per i bandi significa sottrarre alla futura amministrazione, legittimata dal nuovo voto popolare, la possibilità di decidere i criteri di assegnazione del bene pubblico più prezioso della città.
Entrando nel merito, la delibera introduce criteri di valutazione come la "capacità tecnica" e il "know-how acquisito" da chi ha già gestito servizi analoghi. Si tratta di una scelta politica di alto livello che nei fatti tende ad avvantaggiare i concessionari uscenti. Decidere oggi quanto debba pesare l'esperienza passata rispetto a progetti di innovazione radicale è una prerogativa che spetterebbe a chi riceverà il nuovo mandato dai cittadini, non a chi sta per concluderlo.
Il fatto che la delibera arrivi a indicare con precisione chirurgica le località coinvolte (da Matinelle a Marechiaro, passando per la Seconda Spiaggia e il Lido Mongelli) conferma una volontà politica precisa di cristallizzare l'attuale assetto costiero.
In conclusione, più che un atto dovuto per la continuità dei servizi, questo provvedimento appare come una mancanza di "garbo istituzionale". Blindare le procedure a pochi giorni dal voto non solo limita l'agibilità politica della futura compagine di governo, ma espone l'intero iter al rischio di aspre critiche e possibili ricorsi, minando proprio quella certezza del diritto che si dice di voler tutelare”.
In Italia vige un principio di correttezza istituzionale consolidato, dopo l’indizione dei comizi elettorali, gli organi decadenti dovrebbero limitarsi alla sola ordinaria amministrazione o ad atti urgenti e improrogabili. La definizione degli indirizzi strategici per concessioni che avranno durata pluriennale esula chiaramente da questo perimetro. Tracciare oggi le linee guida per i bandi significa sottrarre alla futura amministrazione, legittimata dal nuovo voto popolare, la possibilità di decidere i criteri di assegnazione del bene pubblico più prezioso della città.
Entrando nel merito, la delibera introduce criteri di valutazione come la "capacità tecnica" e il "know-how acquisito" da chi ha già gestito servizi analoghi. Si tratta di una scelta politica di alto livello che nei fatti tende ad avvantaggiare i concessionari uscenti. Decidere oggi quanto debba pesare l'esperienza passata rispetto a progetti di innovazione radicale è una prerogativa che spetterebbe a chi riceverà il nuovo mandato dai cittadini, non a chi sta per concluderlo.
Il fatto che la delibera arrivi a indicare con precisione chirurgica le località coinvolte (da Matinelle a Marechiaro, passando per la Seconda Spiaggia e il Lido Mongelli) conferma una volontà politica precisa di cristallizzare l'attuale assetto costiero.
In conclusione, più che un atto dovuto per la continuità dei servizi, questo provvedimento appare come una mancanza di "garbo istituzionale". Blindare le procedure a pochi giorni dal voto non solo limita l'agibilità politica della futura compagine di governo, ma espone l'intero iter al rischio di aspre critiche e possibili ricorsi, minando proprio quella certezza del diritto che si dice di voler tutelare”.
Maria Grazia Cinquepalmi (Lista Guarriello Sindaco)
