«Mimmo è un uomo della strada, una persona umile, e penso che si meriti di tornare in consiglio perché può davvero rappresentare la voce della gente comune». Con queste parole il segretario regionale del Pd, Domenico De Santis, ha tratteggiato la figura di Domenico Cognetti, detto Mimmo, in occasione della presentazione ufficiale della sua candidatura al consiglio comunale nella lista a sostegno di Marco Galiano sindaco. Un ritorno in campo che Cognetti stesso ha spiegato senza giri di parole: «La candidatura è scaturita dall'incontro che ho avuto con Marco Galiano. È stato lui a spingermi a candidarmi».
De Santis, che con Cognetti condivide un lungo tratto di militanza - «... abbiamo fatto parte della stessa organizzazione giovanile, ci conosciamo da molti anni» - ha inquadrato la candidatura come espressione di un rinnovamento autentico, quello di una lista che attraverso figure come Cognetti - da sempre impegnato nel sociale e vicino alla gente attraverso l'esperienza sindacale - intende portare la politica fuori dai palazzi e in mezzo ai cittadini.
LA COALIZIONE E LO STRAPPO DEI CINQUE STELLE
Sul tema dello strappo del Movimento 5 Stelle, De Santis ha preferito rimandare il giudizio alle urne: «Non l'abbiamo presa né bene, né male nel senso che, come la prenderà la città, lo vedremo il 23 e 24 maggio, perché saranno i cittadini a scrivere il loro consenso. La coalizione è comunque salda e continua il suo percorso». Il segretario regionale ha quindi valutato il quadro complessivo della competizione: «I toni sono davvero di confronto. Si parla di progetti realizzati in città e la candidatura di Galiano è oggettivamente quella più forte. Speriamo di chiuderla al primo turno».
Quanto alla strategia di avvicinamento al voto, De Santis ha sottolineato lo stile di campagna del candidato sindaco: «Galiano sta rivoltando la città, facendo giri nei quartieri, incontrando le persone e portando la politica in periferia. Ha annunciato che, se eletto, vorrà costruire le giunte di quartiere - ha aggiunto - per uscire dalle stanze del potere e andare in mezzo alla gente, anche accettando qualche critica, come è giusto che sia quando si governa, ma tenendo sempre l'orecchio teso verso chi vuole essere ascoltato».
IL SINDACATO COME ANTENNE SUL TERRITORIO
Cognetti, dal canto suo, ha rivendicato con chiarezza il ruolo che intende svolgere, mutuato dall'esperienza sindacale: «Noi siamo degli ascoltatori. Ascoltiamo tutti i problemi e vogliamo essere l'interlocutore diretto con l'amministrazione, per far capire dove sono le difficoltà, perché le persone, quando hanno un problema, vengono da noi. Siamo i primi interlocutori». Un impegno che, a suo dire, prescinde dall'esito elettorale: «Che entriamo o meno in consiglio comunale, sappiamo come esporre le problematiche che ci vengono sottoposte».
Sul fronte delle priorità, Cognetti ha offerto una fotografia impietosa della società tranese: aziende in crisi, ammortizzatori sociali esauriti, un tessuto produttivo che si assottiglia. Il settore calzaturiero, un tempo colonna portante dell'economia locale, è quello che preoccupa di più: «Sta scomparendo. Bisogna capire come intervenire, come salvaguardare i posti di lavoro, diversificare e trovare soluzioni che tengano conto sia delle dinamiche del mercato sia delle necessità interne alla città». Una questione, quella del lavoro, che Cognetti conosce dal basso e che intende portare, con la stessa umiltà che gli viene riconosciuta, nelle aule di palazzo di città.
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