Una stagione fatta di sacrifici, crescita, delusioni trasformate in nuove motivazioni e trionfi da custodire tra i ricordi più belli. L’Apulia Trani chiude l’annata sportiva con un alone d’entusiasmo, celebrando i successi delle sue giovani promesse, simbolo di un progetto che continua a guardare al futuro con entusiasmo e ambizione.
Tra le protagoniste v’è Martina Fiore, difensore dell’U17 e della Prima Squadra biancoazzurra, che traccia un bilancio sincero del percorso vissuto. «Inizialmente è stata una stagione di alti e bassi: soprattutto con la prima squadra è stata dura visto che non riuscivamo a sbloccarci nonostante avessimo le carte in regola per farlo. Però, dando tanto in allenamento, nella seconda parte di stagione ci siamo rialzate conquistando il secondo gradino del podio». Una reazione di carattere che racconta bene lo spirito del gruppo. Lo stesso spirito emerso nelle finali Csen disputate a Peschici, appuntamento che ha regalato emozioni fortissime all’intero ambiente tranese.
«Eravamo tutte pronte ad affrontare questo torneo, dalle più piccole alle più grandi. Sono eventi importanti perché permettono a noi giovani di fare esperienza e di capire quale rapporto realmente si è creato con le compagne di squadra. Sono molto fiera di loro e di giocarci insieme». Per Martina è arrivato anche un importante riconoscimento individuale: «conosco le mie capacità e so cosa sono capace di fare in campo grazie ai consigli dell’allenatore. Ricevere questo premio a Peschici è stata una sorta di sorpresa ma, ovviamente, sono davvero felice. Per me significa tutto: per ottenerlo ho lavorato per anni, affrontando allenamenti intensi».
Tuttavia persiste l’amarezza della sconfitta contro la Pink Bari: «la finale con la Pink Bari è ancora impressa nella mia testa. È difficile accettare una sconfitta così, dopo aver giocato un bel calcio per la maggior parte della partita, se non proprio per tutta. Purtroppo è andata così». Poi continua: «mi sento davvero molto legata all’Apulia, alle persone che vi lavorano e alle mie compagne di squadra. Sono undici anni che indosso questa maglia, questi colori, e posso dire con certezza che nel mio futuro c’è ancora questa società».
Se Martina rappresenta la continuità e il senso di appartenenza, il volto della gioia più pura è quello di Teresa Selvaggio, centrocampista classe 2014 dell’U12, protagonista assoluta del trionfo Csen di Peschici. «È stata una vittoria bellissima: siamo scese in campo per divertirci ma, allo stesso tempo, ci abbiamo messo un impegno incredibile. Questa finale ce la meritavamo davvero, soprattutto dopo lo straordinario percorso che abbiamo fatto durante il campionato». Un successo impreziosito dal premio di miglior giocatrice del torneo, conquistato grazie al talento ma anche alla forza del gruppo. «Vincere questo premio è una soddisfazione enorme. Era un obiettivo personale che mi ero prefissata da mesi e averlo raggiunto mi riempie di gioia. Ci ho messo l’anima, ma so bene che senza l’aiuto delle mie compagne questo riconoscimento non sarebbe mai arrivato. Il premio è mio, ma il merito è di tutta la squadra».
Ma, alla tenera età di undici anni, Teresa preferisce non guardare troppo avanti: «in questo momento non penso al futuro, voglio solo godermi questa bellissima vittoria con la mia squadra. Il mio bilancio personale per quest’anno è straordinario: sono cresciuta sia dentro che fuori dal campo. Ora voglio solo continuare a lavorare duramente, allenandomi al massimo con il solito amore verso questo sport. Finché ci sarà passione, i risultati arriveranno».
(In foto di copertina e allegato, rispettivamente, Teresa Selvaggio e Martina Fiore)

