L’adesione al progetto arriva grazie all’impegno della Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) di Trani, che ne ha promosso la partecipazione: la città entra così a far parte della Rete Italiana Mobilità Equa (Rime), la nuova alleanza nazionale nata per cambiare il paradigma della sicurezza stradale in Italia.
La rete, costituita lo scorso 23 giugno a Roma, mette per la prima volta insieme realtà che si occupano di sicurezza stradale, rappresentanza delle vittime della strada, mobilità attiva, trasporto pubblico e qualità dello spazio pubblico. Rime rappresenta oggi più di venti organizzazioni, locali e nazionali, ed è aperta al contributo di chiunque ne condivida principi e obiettivi.
La nascita della rete arriva in un momento delicato, segnato dall’ennesimo fine settimana funestato da gravi incidenti stradali e dalla perdita di troppe vite, soprattutto giovani, mentre il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti annuncia nuove iniziative sul tema.
Le tragedie di questi giorni e di questi mesi, con numeri che non accennano a calare, dimostrano che l’Italia non può continuare ad affrontare la sicurezza stradale come una sequenza di emergenze da rincorrere. È necessaria una riflessione più ampia sul modello di mobilità costruito nel Paese negli ultimi decenni, fondato in larga parte sulla motorizzazione privata.
Secondo i promotori della rete, una politica moderna deve interrogarsi su quali scelte di mobilità vengono offerte ai cittadini, sulle condizioni normative e infrastrutturali che le garantiscono, sul ruolo della mobilità attiva e del trasporto pubblico, nonché sulla cultura della convivenza che si intende promuovere sulle strade. Se alle tragedie continuerà a seguire solo indignazione, senza risorse né una riflessione complessiva sulle politiche pubbliche, il rischio è di restare ancorati a un sistema ingiusto e insicuro, in cui anche un solo errore può costare una vita.
Diverse città e diversi Paesi, viene ricordato, hanno già ottenuto risultati significativi in termini di riduzione delle vittime stradali, intervenendo sulla moderazione della velocità e su politiche capaci di ridurre la dipendenza dall’automobile, restituendo dignità a tutte le forme di mobilità.
La mobilità, in questa prospettiva, non è soltanto una questione tecnica, ma anche una questione sociale, perché riguarda libertà, opportunità, salute e autonomia delle persone. Un modello di mobilità equa, spiegano i promotori, non è polarizzato sulla motorizzazione di massa, ma fondato su un trasporto collettivo capillare e avanzato, su una ciclabilità diffusa e sulla camminabilità come porta d’accesso ai diritti, per ogni età, abilità e genere. Un modello che, aggiungono, è in grado di generare efficienza, giustizia sociale e maggiore resilienza climatica per le comunità.
Rime nasce dunque come alleanza tra organizzazioni e persone attiviste e professioniste impegnate per città più giuste, sicure e vivibili, e si propone come spazio di proposta e confronto nel dibattito pubblico e istituzionale. Per Trani, l’adesione rappresenta un primo passo concreto verso un percorso che la Fiab cittadina intende portare avanti anche a livello locale, chiedendo scelte coerenti in materia di moderazione della velocità, sicurezza ciclopedonale e trasporto pubblico.
