Meno politica e più competenza: è questo l'obiettivo che Marco Galiano si prefigge di raggiungere con la giunta comunale che potrebbe essere presentata già sabato mattina.
Circolano molti nomi ma non è nostra intenzione partecipare al toto-assessori, quanto piuttosto provare a prevedere un corso diverso rispetto a quello di Amedeo Bottaro: nell'articolo a parte che leggerete, infatti, si possono ripercorrere gli undici anni dell'amministrazione precedente attraverso i suoi ben 37 assessori alternatisi durante tutto quel tempo.
Ebbene, Galiano, vuole evitare di raggiungere o superare questa cifra, intanto i 21 del primo mandato: se la nomina della squadra sta richiedendo qualche giorno in più, è perché il sindaco ha inteso spendere più tempo oggi, per la scelta del suo primo esecutivo, che domani per eventuali, frequenti rimpasti. A differenza del suo predecessore, insomma, non vorrà farsi tirare più di tanto per la giacca.
AMMINISTRATORE UNICO ANCHE IN AMET
Intanto, una certezza c'è già: in Amet ci sarà un amministratore unico, esattamente come in Amiu. Dunque, due amministratori non saranno più nominati e la società di piazza Plebiscito non avrà più un consiglio di amministrazione: meno politica e più competenza, appunto, anche nella ex municipalizzata dell'energia elettrica così come dal 2015 in Amiu, con un Gaetano Nacci destinato - questo possiamo ragionevolmente prevederlo - ad una conferma pienamente condivisa.
GIUNTA FRA CONSIGLIO E TECNICI
Peraltro, a quanto si apprende, vi sarà anche una maggiore corrispondenza fra politica e competenze nelle nomine che il primo cittadino si appresta a ufficializzare per la giunta: ci saranno assessori cooptati dal consiglio comunale e altri nominati esternamente, ma sempre con l'obiettivo della perosna giusta al posto giusto, senza affidamenti di deleghe estemporanei, tanto per quadrare.
SUBITO AL LAVORO
L'esecutivo dovrà mettersi immediatamente al lavoro, anche perché dagli stessi uffici comunali hanno segnalato al sindaco la necessità di non indugiare oltre nell'attrezzare la squadra di governo. Galiano, da solo, non può reggere tutto: già la questione Battiti - da lui stesso definita «stress test» - lo ha stressato particolarmente.
Se poi ci si mette qualche bega politica di troppo, che c'è stata e sempre ci sarà, è arrivato davvero il momento di voltare pagina e passare alla politica delle cose da fare, senza indugiare oltre. Meglio, dunque, una squadra ponderata adesso che una lunga stagione di rimpasti domani.

