La memoria liturgica della Madonna del Carmine si celebra ogni anno in tutto il mondo. Fin dal 1100, i cristiani riscoprono la propria fede sul Monte Carmelo, proprio come racconta l’Antico Testamento a proposito del profeta Elia. Da lì nasce l’Ordine dei Carmelitani.
A Trani, il richiamo dei fedeli avviene ai piedi dell’immagine lignea conservata nel Santuario dedicato alla Beata Vergine Maria del Carmine e ne diventa il segno di un affidamento profondo, comune.
Non è devozionismo. È il sentire di una comunità che si ritrova sulle rive del porto, in una Chiesa che, attraverso le sue opere d'arte, le sue dimensioni e i suoi angoli, diventa strada privilegiata di comunione e di appartenenza.
Quest’anno, superate le difficoltà umane di questi ultimi anni, la venerabile Confraternita del Carmine insieme al suo padre spirituale, padre Antonio Bongallino, ha voluto festeggiare in modo più curato, quasi più speciale, un culto veramente antico.
Non solo l'aggiunta degli aspetti folkloristici che rendono uniche le nostre feste: il suono della banda, gli spettacoli dei fuochi d’artificio sul molo e le artistiche luci delle illuminarie. Ma anche con un forte coinvolgimento ecclesiale.
Da Milano è arrivato il barnabita padre Giovanni Maria Scalese a predicare i giorni di preparazione alla solennità, riportando tutti all’essenziale: la Parola e il significato di Maria nella Chiesa come Madre di Dio, che indica il Salvatore.
Il santuario è diventato il cuore per accompagnare i più piccoli a Gesù, con attività ludiche pensate anche per le famiglie. Non è mancata la carità concreta e silenziosa: il pranzo in Caritas cittadina e la donazione di sangue con l’Avis di Trani, così necessaria in estate.
E poi piazza Tiepolo si è accesa di musica e di sagre. Tra gruppi musicali e stand gastronomici è tornato un entusiasmo che sembrava messo da parte, quasi dimenticato o, oserei, soppresso.
In queste ore le Sante Messe, e la supplica di mezzogiorno, precedono la festosa processione per le vie della città. Simbolicamente, l’immagine di Maria attraverserà case, negozi, piazze, attività. Passerà tra chi crede e chi è indifferente. Non importa, eppure un segno si consegna a tutti.
Nell’icona la Madonna sorregge il Bambinello con la mano sinistra e invita chiunque a guardarlo, ad affidarsi o concentrarsi su una tenerezza che è Dio. Lo testimoniano anche gli ex-voto, gelosamente conservati nella spoglia della congrega del Carmine: ottenimento di grazie; salvataggi; guarigioni e così via.
Trani riscopre così non solo una festa, ma una gioia comune, nel bel mezzo del periodo estivo. E conferma di essere arricchita, anche da coloro che scendono dal nord. Difatti, i cosiddetti "Tranesi-Milanesi" sbarcano in un porto sicuro per rivivere bene i momenti religiosi, in famiglia, con gli amici, nella nostra Trani eletta a “Città di Maria”.
Alfredo Cavalieri







