Millecinquecento chilometri fra andata e ritorno, un pullman partito da Acireale con il suo carico di attori, costumi e trepidazione: tutto ripagato, ieri sera, dall'applauso a scena aperta del centro Jobel, dove la compagnia dell'associazione Guardastelle ha portato trionfalmente in scena «Giallo, la custode delle api», nell'ambito della diciottesima edizione del festival nazionale Il Giullare.
Chi era presente ha assistito a un'opera perfettamente galleggiante fra favola e realtà, sospesa su quel filo sottile dove le due dimensioni si confondono fino a non distinguersi più. Da una parte la povertà economica, nuda e senza infingimenti; dall'altra, a farle da contrappeso, la bontà d'animo e la semplicità dei gesti, che sul palco diventano ricchezza autentica, l'unica che non conosce svalutazione.
Al centro della storia c'è un papà, custode di una casa senza porte e finestre. Verrebbe da pensare a una mancanza, a una privazione, e invece è tutto il contrario: quella casa, proprio perché spalancata, ha lo sguardo aperto sul mondo e diventa, a sua volta, luogo di accoglienza in favore di tutti, senza distinzione di sesso, razza ed età. Nessuno bussa, perché non c'è dove bussare: si entra, e basta. Accanto a lui la figlia, che sceglie di specializzarsi nell'apicoltura: e non è difficile cogliere, nel ronzio operoso delle sue arnie, la metafora della laboriosità e del rispetto dell'uomo e della natura, di una comunità in cui ciascuno ha il proprio compito e nessuno resta indietro.
Attorno a questo nucleo, una raffica di movimenti, dialoghi e monologhi che si rincorrono senza un attimo di stanca, tutti perfettamente funzionali ad un'opera assolutamente completa. Ed è qui la cifra più preziosa dello spettacolo: la disabilità è un valore aggiunto e non il limite da fare forzatamente risaltare. Nessuna retorica, nessun pietismo, nessun riflettore puntato dove non serve: soltanto teatro, e del migliore.
Il festival, intanto, non si ferma. Questa sera tocca alla penultima opera in concorso, con la compagnia del Menestrello di Alba, in provincia di Cuneo, che propone «La tana del grande coniglio»: un altro lungo viaggio, stavolta dal Piemonte, per aggiungere un tassello a questa settimana in cui Trani si conferma capitale del teatro contro ogni barriera. Si parte, come sempre, alle 21.15, non prima della chiusura del Salotto del giullare, con gli incontri quotidiani a cura del centro servizi al volontariato San Nicola di Bari. Ingresso libero: come la casa senza porte e finestre, del resto.









