«Fare immediata chiarezza sulla gestione del demanio marittimo cittadino e difendere il diritto dei tranesi alla libera fruizione del mare». Con questo obiettivo, i consiglieri comunali della coalizione di Centrodestra - Roberto Gargiuolo, Ornella Gelso, Emanuele Cozzoli, Pasquale de Toma, Angelo Guarriello, Raffaella Merra e Michele Centrone - hanno depositato una formale e urgente istanza di accesso agli atti e richiesta di chiarimenti, ai sensi dell'articolo 43 del D.lgs. 267/2000, indirizzata al sindaco, al segretario generale e al dirigente dell'ufficio demanio marittimo, e inviata per conoscenza anche alla Capitaneria di porto di Barletta e all'ufficio locale marittimo.
LE CONCESSIONI SCADUTE
Al centro dell'ispettiva ci sono quattro noti tratti di costa cittadina, classificati come spiagge libere con servizi (Sls): il lido Matinelle, il lido Mongelli, la Baia del pescatore e il lido Marechiaro. Secondo i firmatari, «le carte parlano chiaro»: la procedura ad evidenza pubblica del 2016 e le successive concessioni firmate nel 2018 stabilivano in modo inequivocabile che l'efficacia di quei titoli terminava il 31 dicembre 2020. I contratti, inoltre, imponevano ai concessionari l'obbligo di sgomberare le aree, asportare le strutture a proprie spese e riconsegnare i beni al Comune alla scadenza. «Eppure - osservano i consiglieri - a distanza di anni quelle spiagge sono ancora visibilmente occupate e utilizzate per attività commerciali».
IL CASO MONGELLI
A questa situazione di incertezza amministrativa, definita già grave, si aggiunge quello che il Centrodestra bolla come «un paradosso inaccettabile che penalizza direttamente la cittadinanza»: il lido Mongelli risulta attualmente chiuso e, di fatto, completamente sottratto alla libera fruizione dei cittadini. Un intero tratto di costa, di proprietà pubblica, è sbarrato e inutilizzabile sia come servizio, sia come spiaggia libera. «Questo caso specifico - si legge nell'istanza - dimostra come l'attuale sistema sia ormai al collasso: non solo non si garantiscono i servizi previsti, ma si finisce per negare ai tranesi il diritto stesso di accedere al proprio mare». Anche per tale ragione, secondo i firmatari, l'intera mappa e la gestione delle concessioni demaniali a Trani vanno urgentemente e integralmente riviste, aggiornate e adeguate alle normative vigenti e ai reali bisogni della città.
I QUATTRO QUESITI
La coalizione punta il dito sulla mancanza di trasparenza e chiede risposte precise su quattro punti fondamentali. Il primo riguarda il titolo di occupazione attuale: su quali basi giuridiche, atti o provvedimenti amministrativi gli operatori continuano a gestire le spiagge, se le concessioni sono scadute nel 2020? Il secondo investe il rispetto delle spiagge libere e, appunto, il caso Mongelli: come si giustifica la chiusura prolungata di strutture che sottraggono spazi pubblici alla collettività? E quali sono i verbali dei controlli sulle quote destinate alla pubblica fruizione - che oscillano ambiguamente fra il 50 e il 60 per cento nei documenti ufficiali - e sulla garanzia del libero transito sul bagnasciuga? Il terzo punto concerne le volture e la titolarità, ossia la verifica di eventuali subingressi o affidamenti a terzi non autorizzati. Il quarto, infine, attiene alla regolarità contabile: la certezza che il Comune stia regolarmente incassando i canoni concessori e i tributi.
LA RICHIESTA FINALE
I consiglieri si aspettano che l'amministrazione proceda a un censimento reale dello stato delle coste e avvii una totale revisione dei titoli concessori: «Attendiamo dagli uffici comunali - concludono - un riscontro immediato nei termini di legge».
