«Non chiediamo un privilegio, ma un criterio uniforme e fondato sui dati». Con questa richiesta Fiba-Confesercenti Puglia ha inviato un'istanza al presidente della Regione, Antonio Decaro, agli assessori competenti e ai capigruppo consiliari per chiedere un atto di indirizzo che dichiari, in via generale, la non sussistenza della «scarsità della risorsa naturale» rappresentata dalla costa pugliese.
Il presidente regionale Fabrizio Santorsola denuncia l'assenza di un criterio uniforme tra i Comuni costieri, molti dei quali starebbero avviando gare per le concessioni demaniali marittime applicando automaticamente la direttiva Bolkestein senza verificare l'effettiva disponibilità di spiagge libere. Una situazione che, secondo la Federazione, genera disparità di trattamento e incertezza giuridica.
L'istanza richiama la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, sostenendo che l'obbligo di ricorrere a gare pubbliche sussiste solo dopo un accertamento concreto della scarsità della risorsa, da valutare caso per caso.
Come modello viene indicata la Calabria, che con una legge regionale del 2026 ha dichiarato la generale insussistenza della scarsità del litorale, pur imponendo ai Comuni una perizia tecnica prima dell'eventuale pubblicazione dei bandi.
Fiba-Confesercenti chiede quindi alla Regione Puglia una delibera o un atto legislativo che affermi il principio della non scarsità delle spiagge libere, salvo specifiche eccezioni locali, obblighi i Comuni a una valutazione tecnica preventiva e garantisca un'applicazione uniforme della normativa europea, tutelando le imprese balneari da procedure ritenute prive dei necessari presupposti. Santorsola sostiene che la Regione disponga già delle competenze necessarie per intervenire.
