«La scuola pugliese ha bisogno di stabilità, programmazione, risorse e partecipazione e più confronto con la Regione, non di riorganizzazioni affrettate che rischiano di compromettere la qualità dell'offerta formativa e il funzionamento degli istituti».
È questo il cuore della richiesta con cui le segreterie regionali dei sindacati della scuola e della dirigenza scolastica chiedono, unitariamente, alla Regione Puglia di fermare le lancette per dodici mesi: nessun intervento di dimensionamento per l'anno scolastico 2027/2028 e rinvio di ogni riorganizzazione al 2028/2029.
A firmare il documento, diffuso mercoledì da Bari, è un fronte compatto che raramente si presenta tutto insieme: Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams, Anief, Anp e Dirigenti scuola, con le firme dei rispettivi segretari regionali Falco, Guido, Verga, Masciale, Frascella, Spinelli, Romito e Annese.
PERCHÉ LA MORATORIA
Alla base della richiesta c'è la forte preoccupazione per un percorso decisionale che, secondo le sigle, sarebbe stato caratterizzato da tempi troppo ristretti, scarsa concertazione e insufficiente coinvolgimento delle comunità scolastiche e degli enti locali, con in alcuni casi persino disparità di trattamento.
Non si tratta, però, di una semplice questione di metodo. Accorpamenti e scorpori degli istituti - avvertono i sindacati - potrebbero compromettere la continuità didattica e amministrativa, la gestione dei finanziamenti europei, gli organici del personale e le graduatorie interne. In altre parole, ciò che sulla carta è un'operazione di riordino rischia di tradursi, nelle scuole, in un anno di caos per docenti, personale e famiglie.
IL CASO TRANI
Fra le criticità messe nero su bianco, una riguarda da vicino Trani. Il documento denuncia la creazione di istituti sovradimensionati e cita espressamente due casi: Foggia, dove si arriverebbe a oltre 1.410 alunni, e proprio Trani, dove la soglia toccherebbe quota 1.370. Numeri che superano ampiamente il limite di 1.200 previsto dalle stesse indicazioni regionali, con circa 170 studenti oltre il tetto per l'istituto tranese.
Una scuola di quelle dimensioni significa un solo dirigente e un'unica segreteria chiamati a gestire una platea enorme, con tutto ciò che ne consegue in termini di organizzazione, rapporti con le famiglie e qualità del servizio.
LE PROPOSTE
Sullo sfondo resta il calo demografico, stimato in oltre 12.000 studenti all'anno. Proprio per questo, secondo le organizzazioni sindacali, la risposta non può passare per fusioni e chiusure, ma per investimenti nell'istruzione, ampliamento del tempo scuola, potenziamento del sistema 0-6 anni e riduzione del numero di alunni per classe.
La via d'uscita indicata è l'apertura di un tavolo di confronto con la Regione per programmare il dimensionamento 2028/2029, sulla base di criteri condivisi da definire già a partire dalla primavera del 2027.
