«Le mozioni sono un diritto dei consiglieri, non una concessione». Il centrodestra tranese fa quadrato attorno alla consigliera Ornella Gelso e replica al vicesindaco Tommaso Laurora, autore, nel consiglio comunale di mercoledì, dell'intervento più lungo e articolato della seduta, in larga parte dedicato all'uso delle mozioni da parte dell'opposizione e non privo di critiche nei confronti di alcuni consiglieri di minoranza. Fratelli d'Italia, per voce del coordinatore cittadino Michele Scagliarini, chiede al sindaco di prendere pubblicamente le distanze; l'intera coalizione - Fratelli d'Italia, Forza Italia, lista Guarriello e Trani Libera - parla di «una pagina nerissima per la vita democratica della nostra città».
COSA HA DETTO LAURORA
Il vicesindaco ha preso la parola per un'ampia riflessione sull'impiego delle mozioni in aula, invocando maggiore chiarezza e responsabilità nell'uso di questo strumento da parte della minoranza. A suo avviso, le mozioni non possono pretendere di impegnare direttamente l'amministrazione senza un'adeguata istruttoria tecnica e il loro eccesso rischia di trasformare l'azione politica dell'opposizione in una sorta di programma parallelo rispetto a quello della maggioranza.
Nel corso dell'intervento, Laurora ha anche sollecitato un atteggiamento più rispettoso nei confronti degli oratori, rivolgendo critiche al comportamento di alcuni consiglieri. Ed è proprio su questo passaggio che si è accesa la polemica. Secondo quanto riportato dall'opposizione, il vicesindaco si sarebbe rivolto ai banchi della minoranza con espressioni come «voi siete talmente maleducati» e, in particolare alla consigliera Gelso, «se lei mi fa finire, impara anche qualcosa», sostenendo che l'amministrazione era stata «già troppo permissiva» e che, d'ora in avanti, non sarebbe più stato consentito discutere con le modalità adottate nei mesi precedenti.
LA REPLICA DI FRATELLI D'ITALIA
Per Fratelli d'Italia si tratta di parole e atteggiamenti che, al di là delle legittime divergenze politiche, risultano poco consoni al ruolo istituzionale ricoperto. «Come coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia - dichiara Michele Scagliarini - esprimo tutta la mia solidarietà e il mio sostegno alla consigliera comunale Ornella Gelso e, più in generale, a tutti i consiglieri di minoranza, condannando fermamente l'atteggiamento, i modi e le parole utilizzati dal vicesindaco nei loro confronti».
Scagliarini ricorda che la possibilità di presentare una mozione è prevista dal regolamento e non rappresenta una gentile concessione del vicesindaco: «Dietro ogni proposta e iniziativa consiliare ci sono istanze, richieste e sollecitazioni di cittadini che meritano rispetto e attenzione. Non è quindi una questione di essere più o meno “permissivi” - sottolinea - ma di rispettare le regole, le persone e il ruolo di ciascun rappresentante istituzionale. Il confronto democratico può essere anche aspro, ma non deve mai trasformarsi in un'occasione per mortificare chi esercita legittimamente il proprio mandato».
Poi la stoccata, che riprende proprio le parole di Laurora: «È vero, ascoltando l'interlocutore si può imparare qualcosa. Ma, ascoltando il vicesindaco, non possiamo certo imparare il rispetto istituzionale e la buona educazione».
Da qui l'invito rivolto al sindaco, chiamato a prendere pubblicamente le distanze alla luce della disponibilità a collaborare con la minoranza manifestata in passato. «La collaborazione istituzionale non si misura con le dichiarazioni di principio - conclude Scagliarini - ma con i comportamenti concreti. Se il sindaco sceglierà di tacere, quel silenzio finirà inevitabilmente per apparire come un avallo di atteggiamenti che non fanno onore alle istituzioni e al confronto democratico».
LA NOTA DELLA COALIZIONE
Ancora più dura la presa di posizione dell'intero centrodestra, che parla di «un'idea di governo preoccupante e autoritaria». Nel mirino, oltre all'accusa di maleducazione, le affermazioni del vicesindaco secondo cui la minoranza non avrebbe i numeri e inseguirebbe i «like sui social», fino all'avvertimento che quelle presentate sarebbero state le «ultime mozioni».
Per la coalizione, le mozioni non sono un vezzo né un «programma parallelo», ma lo strumento istituzionale attraverso cui la minoranza dà voce alle istanze del territorio, a partire da nodi cruciali come la questione della discarica. «Sostenere che la minoranza non deve o non possa impegnare l'amministrazione - si legge nella nota - significa voler ridurre il consiglio ad un mero passacarte delle decisioni della giunta. Avere la maggioranza dei numeri dà la responsabilità di amministrare, ma non dà la licenza di azzittire, sminuire o insultare chi rappresenta l'altra metà della città».
Secondo l'opposizione, accusare la minoranza di essere incapace o di cercare consenso sui social, rifiutandosi di entrare nel merito dei problemi reali, sarebbe la tattica di chi non ha argomenti tecnici per rispondere. Di qui la conclusione: «Rispediamo al mittente l'atteggiamento da despota del vicesindaco e confermiamo che l'opposizione continuerà ad esercitare con fermezza, dignità e continuità il proprio ruolo in aula, utilizzando tutti gli strumenti che la legge e il regolamento garantiscono».
La palla, adesso, passa al sindaco, tirato direttamente in ballo: dalle sue parole, o dal suo silenzio, si capirà quale clima accompagnerà le prossime sedute del consiglio comunale.
