Questa non è una rinuncia, è una scelta. Libera, meditata e netta. Una scelta di rottura. Continuo questa battaglia rifiutando ogni convergenza, ogni accordo, ogni sostegno – ufficiale o ufficioso – verso candidati che rappresentano, in forme diverse, la continuità con il deserto morale, politico, culturale e economico che la vecchia amministrazione ha lasciato dietro di sé.
Non intendo prestarmi a nessuna operazione di riciclo. Non intendo essere il paravento tecnico di un sistema politico che oggi, a Trani, si mostra per quello che è: logoro, diviso e incapace di costruire una visione seria per il futuro della città. Il centrosinistra ha dimostrato di non avere né unità né qualità politica; si è lacerato in dinamiche interne, personalismi e strategie che nulla hanno a che fare con il bene comune. In queste condizioni non si governa, e non si costruisce nulla di duraturo.
Nei confronti pubblici degli ultimi giorni è emerso con chiarezza ciò che i cittadini hanno percepito: che la competenza, la concretezza e la capacità analitica erano nella mia proposta, non nelle altre. È stato evidente.
I cittadini hanno colto direttamente il filo rosso delle (piccole) dinamiche di potere che hanno condizionato le scelte politiche degli ultimi mesi, il tentativo vano di ripulire un’immagine di incompetenza ed inadeguatezza fortemente respinta dalla città, utilizzando la mia credibilità tecnica per legittimare un sistema, che è in realtà parte del problema.
Non ho permesso che accadesse: ho detto tanti NO. Importanti, faticosi ma giusti. Sui quali non ho avuto la necessità di riflettere nemmeno per un attimo: non sarò lo strumento di chi cerca una copertura per nascondere responsabilità politiche che la città non ha dimenticato, senza essere realmente disposto a cambiare metodo e sostanza.
La mia è nata, e continua ad essere, una battaglia di valori, non di poltrone: mi rifiuto di combattere al fianco di chi ha obiettivi diversi. La mia scelta non è un passo indietro: è un atto di protesta, un gesto di totale coerenza per non legittimare un assetto politico che ritengo dannoso e per evitare che i miei voti, la mia storia professionale e la mia idea di amministrazione vengano strumentalizzati da chi non ha alcun interesse reale a cambiare metodo e priorità.
E’ adesso giusto che ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte politiche, del consapevole sacrificio del bene della Città sull’altare del bene proprio.
E proprio per questo motivo che la mia non è una rinuncia ma un rilancio rinuncio del mio impegno per la città.
Sto dando vita, assieme alle figure tecniche che hanno sposato la mia linea di pensiero e che si sono rifiutate, proprio come me, di diventare oggetto di scambio politico, a un Osservatorio sugli atti e le politiche dell’Amministrazione; una organizzazione indipendente che analizzerà in modo rigoroso atti, procedimenti, scelte, metodi e risultati della prossima amministrazione. Valuteremo la coerenza normativa, la qualità delle decisioni, l’impatto sui servizi e sui diritti dei cittadini.
Sarà un presidio di controllo tecnico e civico, libero da appartenenze e impermeabile alle convenienze politiche, cui l’Amministrazione dovrà necessariamente rendere conto, senza paraventi.
La mia battaglia per Trani continua così senza compromessi, senza timidezze e senza cedere un millimetro a logiche che considero responsabili del declino amministrativo degli ultimi anni. Continuerò a fare ciò che so fare: analizzare, verificare, proporre soluzioni.
Perché io non dimentico, neppure per un minuto, il mio dovere: per proteggere Trani non serve una poltrona.
Quella, nelle dinamiche contingenti della nostra Città, è necessaria solo per acquisire il potere. Ed io, il potere vero, quello che nasce dalla competenza e della responsabilità, a dispetto di qualcuno, lo esercito già. E da oggi, continuerò a farlo nel modo più bello possibile: ponendolo a protezione della mia oltraggiata, lacerata, eppure meravigliosa, Trani.
Ninni de Feudis
