Con la consueta passione narrativa e l’attenzione ai dettagli che contraddistinguono i suoi racconti, Carlo Del Negro ripercorre una delle domeniche più tese ed emozionanti della storia del Trani. Il pareggio contro il Siracusa del 10 maggio 1964 diventa così il simbolo di un campionato vissuto tra sacrifici, paura e speranza di conquistare la storica Serie B.
Accadde oggi: 10 maggio 1964
Campionato 1963/1964 - Serie C
TRANI-SIRACUSA 0-0
Arbitro: Ezio Motta di Monza
Note: spettatori diecimila circa; calci d’angolo 10-3 in favore del Trani.
TRANI: Lamia Caputo, Crivellenti, Pappalettera; Ferrante, D’Elia, Bazzarini; Arfuso, Bitetto, Gerli, Guardavaccaro, Cosmano
All. Vincenzo Marsico
SIRACUSA: Ratto, Magazzu’, Drago; Erna, Cairoli, Musiani, Cacciavillani, Malavasi, Testa, Casini, Alicata
All. Leonardo Costagliola
Va in scena al Comunale il terzo atto di un melodramma senza precedenti, che ha preso il via con l’infortunio al ginocchio del nostro portiere Mimmo Lamia Caputo a Reggio Emilia durante la gara amichevole tra le nazionali di Italia e Lussemburgo; ed il perdurare di questo infortunio sta mettendo a rischio la vittoria del Campionato e la storica promozione del Trani in Serie B. Mancavano quattro giornate al termine del campionato ed il Trani era in testa alla classifica con quattro punti di vantaggio sull’inseguitrice Chieti; ma dopo due pareggi consecutivi, ivi compreso quello di oggi, peraltro entrambi tra le mura amiche, il vantaggio si è pericolosamente assottigliato, visto e considerato che, invece, il Chieti vincendo le ultime due gare ha ridotto il distacco a sole due lunghezze. E domenica prossima c’è l’insidiosa trasferta al Vestuti di Salerno. La complicata prospettiva smonterebbe anche il più ottimista dei sostenitori tranesi; il ginocchio di Mimmo, costretto a scendere in campo in condizioni menomate, in assenza di un valido sostituto, continua a subire botte e contusioni domenica dopo domenica (tutti i guai al cavallo zoppo si dice a Trani) che non fa altro che aggravare la situazione. Infatti, a fine gara il ginocchio è nuovamente gonfio per cui la presenza di Mimmo tra i pali, domenica prossima a Salerno, è fortemente in dubbio. Ed abbiamo solo una settimana di tempo per far smaltire i chili di troppo al Di Tommaso, reclutato in extremis, dopo due anni di inattività. Veniamo alla gara di oggi. Il Siracusa si schiera a Trani come se dovesse affrontare la Seconda Guerra Punica ispirandosi al loro illustre concittadino Archimede, il quale inventò gli specchi convessi per respingere l’assedio delle navi romane. Il Siracusa, in tranquillissima posizione di classifica, sfodera una prestazione superlativa, più di carattere dimostrativo che per esigenze di classifica, e la trasforma in una gara epica. La gara del Trani è un assedio alle mura nemiche, è frenetico ed inconcludente; il Siracusa, viceversa, si difende con calma e con ordine e riesce sempre ad avere buon gioco sugli avversari.
Il portiere Ratto sfodera alcune parate degne di miglior fortuna. Dagli spalti, per la prima volta in questo campionato, si sente qualche ingeneroso fischio, giustificato dal nervosismo al quale sono sottoposti i tifosi tranesi, tutti a rischio tachicardia. La malasorte si accanisce, dicevamo, sul ginocchio di Lamia Caputo al 2’ della ripresa: Mimmo in uscita chiama la palla e si scontra con Casini, il quale non frena la sua corsa, e colpisce il nostro portiere sul ginocchio malandato: Mimmo rimane steso per terra ed addirittura viene trasportato fuori dal terreno di gioco; il rischio è che tra i pali vi possa finire un calciatore di movimento, tant’è che iniziano le consultazioni tra i giocatori del Trani su chi dovrà indossare la maglia (sudata) del portiere. Il melodramma a questo punto sta per trasformarsi in tragedia greca (stante le origini della Città di Siracusa). Dopo alcuni interminabili minuti in cui tutti trattengono il fiato Mimmo sottoposto ad iniezione di novocaina ed una nuova rigida fasciatura riprende (stoicamente è poco) eroicamente il suo posto tra i pali tra l’ovazione del pubblico, il quale può tirare finalmente un sospiro di sollievo. Il Trani riprende a tambureggiare, il futuro calciatore del Trani Malavasi, appare a centrocampo una diga insormontabile, tant’è che forse è in questa occasione che i dirigenti del Trani decidono di acquistarlo per la stagione successiva; l’allenatore del Siracusa, Costagliola, tarantino, è scorza dura e non si lascia impietosire dalle sciagure altrui, va dritto per la sua strada ed ottiene quel che vuole ottenere. Manca quasi un tempo alla fine della partita ed il Trani riprende il suo arrembare. Il Siracusa non vuole “tornare in patria” da sconfitto e ci manca solo che davanti alla propria area di rigore non piazzi le catapulte e l’olio bollente. Ma è tutto inutile: dopo tanto affannarsi il Trani non riesce a realizzare quel gol che lo avrebbe tolto dai pasticci ed anzi, arriva la notizia che il Chieti, sul neutro di Campobasso, ha sconfitto il Trapani per 3-1.
Perfino il direttore di gara, il buon Ezio Motta da Monza al rientro negli spogliatoi al malcontento dei calciatori del Trani fa spallucce come per dire “mi dispiace, ma da me cosa volete?” Datemi una leva ed un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo, diceva Archimede da Siracusa, inventore e matematico; datemi un punto e vi porto in Serie B, diceva Vincenzo Marsico, da Foggia, il quale non era un matematico ma sapeva che la matematica non è un opinione….
Carlo Del Negro
