Erano circa le 3.35 quando una violenta esplosione ha squarciato il silenzio della notte nel cuore di Trani, risvegliando di soprassalto i residenti di via Cavour. Nel mirino dei malviventi, il bancomat della filiale Credem: il cosiddetto metodo della marmotta – l’iniezione di gas esplosivo nella cavità dello sportello automatico prima di farlo detonare – ha causato danni ingenti sia all’istituto bancario sia alla facciata dell’edificio che lo ospita. Rastrellato il denaro, da quantificare, i banditi si sono dati alla fuga coprendo la propria ritirata con la disseminazione di chiodi a tre punte sull’asfalto, un espediente ormai collaudato per scoraggiare l’inseguimento.
Sul posto sono giunte in tempi rapidissimi le guardie giurate della Securpol – nel giro di soli tre minuti – seguite dai carabinieri e dalla polizia, cui spetta ora il compito di fare luce sull’accaduto. Alcuni residenti, spaventati dalle deflagrazioni, sono scesi in strada, ma per fortuna non si registrano feriti: l’unica vittima, in questa circostanza, è la serenità di un quartiere che non dimenticherà facilmente questa notte.
Non è la prima volta che Trani si ritrova a fare i conti con questo tipo di criminalità. Il metodo della marmotta era già tornato a colpire in città dopo che, nei primi mesi dell’anno, l’area più bersagliata era stata quella foggiana.
I precedenti assalti in città risalgono al 2 aprile 2024, quando il bersaglio fu il bancomat di corso Vittorio Emanuele, e al 10 agosto dello stesso anno, quando i malviventi presero di mira lo sportello di via Aldo Moro. Quest’ultimo episodio rimase impresso nella memoria collettiva anche per un dettaglio quasi beffardo: nella loro fuga, i rapinatori si concessero il lusso di salutare i cittadini affacciati sui balconi.




