"UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI"
“…17 maggio 1869: nasce la baronessina Marianna Lepore-Campitelli, nel palazzo omonimo…”
STORICO: la storia che segna gli avvenimenti delle famiglie nobiliari tranesi risultano dimenticate o, spesso, accantonate. Quella dei Lepore-Campitelli fonda le sue radici in tempi assai antichi. Nel palazzo proprio edificato lungo via Duomo (oggi via Beltrani), dal matrimonio di Antonio Lepore-Campitelli di Castel Saraceno e Maria Lioy-Lupis patrizia di Molfetta, il 26 giugno 1867 nasce la piccola Marianna. Purtroppo, dopo otto giorni la neonata muore. Due anni seguenti, il 17 maggio 1869 viene al mondo una seconda figlia, chiamata anche lei Marianna, seguita dai nomi Gaetana, Ippolita, Cecilia, Pasquale, Nicola. Nel 1890 sposa Salvatore Bacile di Castiglione, nato a Spongano, e figlio di Filippo e Margherita Carcani. Marianna decede il 14 febbraio 1962.
ANEDDOTI
Scomparsa di una nobile esistenza: nonostante il dolore per la separazione dal marito Salvatore Bacile di Castiglione, la baronessa Marianna Bacile Lepore-Campitelli conserva sempre un tratto gentile, riservato e profondamente umano. La sua figura si distingue per intelligenza, delicatezza e senso della misura, qualità che la rendono una presenza stimata nella società tranese del suo tempo. Alla sofferenza familiare si aggiunge la morte prematura della figlia Margherita, scomparsa a soli diciassette anni il 27 febbraio 1909, seguita, appena quindici giorni dopo, dalla perdita della madre. Sono colpi durissimi, che segnano profondamente la sua vita. Negli ultimi anni donna Marianna si ritira nel palazzo di famiglia, accanto alla nipote Amelia Broquier-d’Amely, vivendo in un clima di preghiera, raccoglimento e silenzio. Accanto alla dimensione privata, emerge però anche il suo impegno caritativo: la baronessa risulta infatti, al 1923, tra le componenti del Consiglio direttivo dell’Associazione delle Dame di Carità. I giornali locali del tempo ricordano più volte le sue offerte in denaro a favore di istituti di beneficenza, segno concreto di una nobiltà vissuta non solo come condizione sociale, ma come attenzione verso chi ha più bisogno.
Cappella gentilizia: presso il Camposanto tranese, insisteva una cappella di famiglia per la sepoltura dei membri del proprio ramo di sangue. La struttura è realizzata da Nicola Bassi, commissionata dai Bacile Lepore-Campitelli. La particolarità è la scultura scolpita in marmo di un angelo orante, per commemorare la figlia Margherita, morta prematuramente. Nel tempo, la cappella è rinvenuta da altra famiglia, e i corpi della baronessa e della sua figliola sono trasferiti presso la cappella dell’Arciconfraternita dei Bianchi, di fronte alla cappella già menzionata.
BIBLIOGRAFIA
Giuseppe Amorese – “Un secolo in veletta e cilindro”, ottobre 1981
Saverio Cortellino - ricerche d'archivio
Giuseppe Campione – “Il Tranesiere”, 1962, IV, n. 5, p. 106
Valdemaro Vecchi - "La Rassegna Pugliese", agosto-dicembre 1908, vol. XXIV, p. 279; giugno 1911 vol. XXVI, n. 6, p. 253
Leonardo Landriscina - "La Boheme", marzo 1909, VI, n. 7, fasc. 10
Per la realizzazione di questa rubrica si desidera esprimere un sentito ringraziamento al sig. Saverio Cortellino.