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«Mare democratico»: il racconto dell'apertura di Costa sud fra voci e immagini

Costa Sud da oggi è realtà: inaugurato il nuovo percorso pedonale naturalistico che restituisce ai cittadini di Trani un tratto di litorale rimasto inaccessibile per decenni. 

L’intervento, finanziato con 2,4 milioni di euro del Pnrr e completato in meno di due anni, ha consentito di recuperare circa 1,2 chilometri di costa tra Lido Matinelle e Ponte Lama attraverso un percorso esclusivamente pedonale, tre accessi al mare e due ingressi dalla ex Statale 16. L’opera è stata realizzata con criteri di ingegneria naturalistica e senza nuove colate di cemento, puntando su messa in sicurezza della falesia e tutela del paesaggio. 

Nel corso dell’inaugurazione il presidente regionale Antonio Decaro ha definito il progetto un esempio di «mare democratico», annunciando anche nuove risorse per migliorare l’accessibilità delle spiagge pubbliche pugliesi.

Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha rivendicato «la scelta di restituire alla collettività un’area per anni preclusa», sottolineando il completamento anticipato rispetto alle scadenze previste. 

La sovrintendente, Anita Guarnieri, ha definito Costa Sud «uno dei pochi interventi di tutela sulla linea di costa» seguiti dalla Soprintendenza con estrema cura, evidenziando «la qualità progettuale che ha consentito autorizzazioni rapide e ricordando che le prescrizioni introdotte hanno migliorato ulteriormente il risultato finale». E ha pure sottolineato il rispetto dell’habitat del guccione, tornato a nidificare nell’area anche dopo i lavori. 

Anche il tecnico dell’Autorità di bacino, Luca Buzzanca, ha valorizzato il metodo adottato, definendo Costa Sud un esempio di intervento che coniuga sicurezza e tutela del paesaggio. «L’abbattimento della burocrazia non può che discendere dalla condivisione sinergica delle azioni degli enti attori nei procedimenti autorizzativi», ha dichiarato, parlando di un utilizzo efficace delle risorse pubbliche e di un lavoro svolto in piena collaborazione istituzionale. 

Il progettista, Matteo Precchiazzi, ha spiegato che il recupero è stato costruito attorno al vecchio sentiero costiero e realizzato esclusivamente con materiali naturali - pietra locale, calce, blocchi lapidei e interventi di rinaturalizzazione -, d'intesa con la Soprintendenza. 

L’area resta classificata a elevata pericolosità geomorfologica, ma il collaudo dell’opera potrebbe aprire in futuro al declassamento del rischio e quindi a nuove forme di fruizione, compresa l’ipotesi di un percorso anche ciclabile, mantenendo però l’impostazione senza attività commerciali, né nuove volumetrie. 


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