«Se quanto accaduto ieri a bordo di un autobus della linea Amet dovesse essere confermato, saremmo di fronte a un fatto di una gravità inaudita». Rosanna Nenna, promotore dell'Ocaba di Trani, non usa mezzi termini nel commentare la notizia che, nelle ultime ore, sta circolando in città e che racconta di una colluttazione fisica ai danni di un ragazzo disabile, avvenuta a bordo di un mezzo del trasporto pubblico locale, sembrerebbe a causa della mancanza del biglietto.
La vicenda, ancora tutta da accertare nei suoi contorni precisi, ha già suscitato una forte reazione nell'opinione pubblica tranese. Nenna, rivolgendosi direttamente all'azienda e alle autorità competenti, chiede con fermezza che venga fatta immediata chiarezza sull'episodio.
«Le regole vanno rispettate da tutti - sottolinea - ma l'unico modo per farle valere è attraverso il dialogo, la fermezza civile e il rispetto reciproco». Una posizione netta, che non lascia spazio ad ambiguità: nessuna infrazione, per quanto reale, può giustificare il ricorso alla forza fisica, tanto meno nei confronti di una persona fragile.
La promotrice dell'Ocaba pone poi l'accento sul ruolo di chi svolge un servizio pubblico: «Chi indossa una divisa ha il dovere della responsabilità, non della forza bruta». E conclude con un appello alla città: «Trani non può e non deve tollerare scene del genere. Se la situazione dovesse rivelarsi veritiera, pretendiamo seri e severi provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato».
Ora la parola passa all'Amet e alle istituzioni, chiamate a chiarire quanto prima la dinamica dei fatti e ad assumere, qualora i riscontri lo imponessero, le iniziative del caso.
