«Il confine tra legalità formale e credibilità sostanziale è quello che oggi la politica locale non riesce più ad attraversare». Giuseppe De Simone, candidato consigliere comunale uscente di Fratelli d'Italia, mette a fuoco con queste parole il cuore di una vicenda amministrativa che intreccia Provincia Bat e Comune di Trani in una trama di ruoli sovrapposti, controlli mancati e domande senza risposta.
LA STAGIONE LODISPOTO E IL NODO DELLA LEGITTIMITÀ
Tutto prende avvio dalla stagione politica della Provincia Bat guidata da Bernardo Lodispoto, rimasto in carica nonostante una crisi senza precedenti: le dimissioni della quasi totalità dei consiglieri provinciali e la progressiva perdita di sostegno da parte di ampi settori dell'amministrazione locale. Una permanenza formalmente legittima, ma politicamente sempre più isolata, che ha sollevato un interrogativo di fondo: esiste un punto oltre il quale la legittimità formale non coincide più con la credibilità istituzionale?
«La legge consente molte cose - osserva De Simone - ma la politica si misura anche con la fiducia e con la capacità di interpretare il senso delle istituzioni. Restare in carica dopo aver perso il sostegno della propria maggioranza è una scelta che si può fare, ma che ha un costo in termini di credibilità».
LA VICENDA GUERRA E I COMMISSARIAMENTI
In questo contesto si inserisce la figura di Vincenzo Guerra, dirigente della Provincia Bat successivamente coinvolto in procedimenti giudiziari, che ha definito la propria posizione attraverso il patteggiamento e rassegnato le dimissioni. Prima di tutto ciò, Guerra era stato nominato commissario ad acta per il rilascio di alcuni permessi di costruire a Trani, in sostituzione dell'ufficio tecnico comunale ritenuto inadempiente.
Atti formalmente adottati nell'ambito delle procedure previste dalla normativa, ma che lasciano aperte domande precise. «Quali furono le ragioni puntuali dell'intervento sostitutivo? - si chiede De Simone - Quali controlli successivi sono stati effettuati sugli atti adottati dal commissario? Il sistema dei controlli interni era adeguato alla delicatezza delle funzioni esercitate? Sono domande legittime, non accuse. E pretendere risposte chiare è un dovere, non una concessione».
LA QUESTIONE GIANFERRINI
Parallelamente, Francesco Gianferrini ricopriva incarichi dirigenziali sia presso il Comune di Trani sia presso la Provincia Bat, operando quindi su due livelli amministrativi distinti ma strettamente connessi nella gestione del territorio. Una concentrazione di ruoli che, secondo De Simone, solleva interrogativi non tanto sulla legittimità formale degli incarichi, quanto sull'opportunità e sull'effettiva capacità dei sistemi di controllo di garantire separazione, trasparenza e vigilanza adeguata.
«Non si tratta di mettere sotto accusa le persone - precisa il candidato - ma di chiedersi se le architetture istituzionali che abbiamo costruito nel tempo siano davvero in grado di prevenire le zone d'ombra. La risposta, guardando a quanto accaduto, non è rassicurante».
IL QUESTIONARIO E LA FRATTURA DEI SERVIZI
A questo quadro si aggiunge un elemento più recente: i dati emersi dal questionario comunale sulla qualità dei servizi pubblici di Trani. A fronte di una partecipazione molto limitata - 68 risposte su circa 55.000 abitanti - emergono giudizi positivi per anagrafe, servizi demografici e biblioteca, mentre risultano fortemente negativi i servizi legati alla mobilità, all'urbanistica e alla gestione del territorio: Suap, Sue, trasporto pubblico, verde urbano, illuminazione e parcheggi.
«Quella frattura non è casuale - dice De Simone - I servizi che funzionano sono quelli di sportello, con procedure standardizzate e personale stabile. Quelli che non funzionano sono esattamente quelli in cui la discrezionalità amministrativa è maggiore, in cui i tempi dipendono da scelte organizzative e da assetti dirigenziali. Non è una coincidenza, è una spia».
IL SETTORE DEI RIFIUTI E LE DOMANDE APERTE
Le cronache giudiziarie degli ultimi anni hanno inoltre riportato vicende che hanno coinvolto esponenti dell'amministrazione provinciale in relazione al settore dei rifiuti e delle discariche, un ambito da sempre considerato ad alta complessità gestionale e sensibile sul piano degli interessi economici in gioco. In altri contesti pugliesi, vicende analoghe hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica fenomeni corruttivi e distorsioni amministrative.
«Non dico che a Trani o in Bat sia accaduto lo stesso - tiene a precisare De Simone - La differenza tra il formulare accuse e il pretendere trasparenza è sostanziale, e io sto dalla parte della trasparenza. Ma chiedo: quali verifiche sono state condotte nel tempo su un settore così delicato? Quali garanzie esistono oggi per escludere zone d'ombra? Se non si risponde a queste domande, il sospetto prospera nel silenzio».
LA POLITICA E IL SUO CONFINE
La vicenda Bat, nelle parole di De Simone, non è soltanto una questione giudiziaria o amministrativa. È una questione politica nel senso più profondo del termine: riguarda il rapporto tra chi governa e chi è governato, tra le istituzioni e i cittadini che quelle istituzioni dovrebbero servire.
«Ci sono domande che attendono ancora risposte chiare - conclude - e finché quelle risposte non arrivano, il confine tra legalità formale e credibilità sostanziale resta il vero problema di questa stagione amministrativa. Non possiamo continuare a fare finta che basti non violare la legge per meritare la fiducia dei cittadini».
