Trani si conferma fra i Comuni più virtuosi della Puglia nella raccolta differenziata e, insieme con Andria e Lecce, potrà beneficiare dei contributi dell'avviso regionale da quattro milioni di euro destinato a chi ha già raggiunto e superato il 70%. Il riconoscimento arriva, indirettamente, dalla Giunta regionale, che ha approvato i criteri di ripartizione dei venti milioni di euro destinati, invece, ai quattro capoluoghi più in ritardo: Bari, Brindisi, Foggia e Taranto. «Dobbiamo continuare a investire per favorire lo sviluppo di modelli e strumenti utili ad aumentare le percentuali di raccolta differenziata - afferma l'assessore regionale all'Ambiente e al Clima, Debora Ciliento - mediante attività di riorganizzazione del servizio di raccolta e di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti, al fine di limitare drasticamente le quantità di scarti da avviare allo smaltimento in discarica».
IL PREMIO AI VIRTUOSI
Trani, dunque, rientra a pieno titolo fra i 110 Comuni pugliesi che nel 2025 hanno raggiunto e superato la soglia del 70% di raccolta differenziata, contribuendo in maniera determinante al risultato complessivo regionale, attestatosi al 63%. Per queste realtà la Regione Puglia ha promosso un avviso da quattro milioni di euro, finanziato con il Poc Puglia 2014-2020, finalizzato a rafforzare ulteriormente il sistema di raccolta: le istanze presentate sono attualmente in fase di valutazione. Un premio, insomma, a chi ha già fatto la propria parte, affinché non arretri e continui, anzi, a migliorare i propri standard.
VENTI MILIONI AI CAPOLUOGHI IN RITARDO
Ben più cospicua la dotazione destinata a Bari, Brindisi, Foggia e Taranto, i cui risultati nel 2025 sono stati al di sotto delle aspettative: venti milioni di euro, a valere sui fondi Fsc 2021-2027 - delibera Cipess 6/2025 -, stanziati con l'Accordo per la coesione della Regione Puglia sottoscritto nel novembre 2024. I criteri di ripartizione approvati dalla Giunta tengono conto delle reali esigenze del territorio, bilanciando l'equità demografica - più abitanti, maggiore necessità di servizi - e quella territoriale - più estensione, maggiore complessità organizzativa - con la pressione effettiva sulla rete di gestione dei rifiuti e con il divario di raccolta differenziata: chi si trova a livelli inferiori dovrebbe necessitare, cioè, di maggiore supporto finanziario. Per ogni beneficiario sarà determinato un importo massimo, direttamente proporzionale al deficit di prestazioni, da colmare attraverso interventi selezionati mediante procedure concertativo-negoziali che la Sezione regionale Ciclo rifiuti e bonifiche avvierà con i singoli soggetti interessati. «Con questo stanziamento e l'avvio della procedura concertativo-negoziale - spiega Ciliento - vogliamo supportare quei Comuni capoluogo che risultano più bisognosi di migliorare i propri standard, target e performance nella raccolta differenziata. Poiché si tratta di realtà territoriali vaste e molto popolose, aumentando le loro percentuali di raccolta differenziata si darebbe una spinta maggiore alla crescita della percentuale complessiva regionale».
L'OBIETTIVO DEL 70 PER CENTO
Il vigente Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, approvato nel 2021 e da aggiornare a breve, aveva fissato al 70% l'obiettivo strategico di raccolta differenziata nello scenario a regime al 2025: una soglia che potrà essere raggiunta proprio attraverso interventi di questo tipo, capaci di potenziare i risultati di tutti i Comuni e, in particolare, dei quattro grandi capoluoghi rimasti indietro. «La corretta gestione dei rifiuti, attraverso l'efficientamento dei servizi - conclude l'assessore - riduce l'inquinamento, protegge l'ambiente e la salute umana, aiutandoci a perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale propri della strategia regionale di sviluppo».

